Cuneo-Pro Piacenza, partita farsa: piacentini con otto ragazzini e senza allenatore

Rufina Vignone
Febbraio 18, 2019

L'incontro è terminato 20-0 a favore del Cuneo, che per novanta minuti ha affrontato una squadra composta da sette giocatori di età compresa fra i diciassette anni e i diciannove anni, e dal massaggiatore della squadra, un trentottenne che è stato in campo solo qualche minuto nel secondo tempo. Era la sola formazione che poteva essere schierata, visto che per il mancato pagamento da mesi degli stipendi il Pro Piacenza non ha più giocatori né staff tecnico: la società in crisi finanziaria le sta provando tutte pur di evitare l'esclusione dal campionato, come capitato pochi giorni fa al Matera, nel girone C della stessa categoria.

L'inizio del match è slittato di circa 45' per consentire ai delegati della Lega Pro di verificare la documentazione prodotta dalla Pro Piacenza.

Come era da immaginare, non c'è stata partita: il primo tempo è finito 16-0 (5 gol per Defendi, 6 per Kanis, 1 per Caso, 2 per Emmausso, 2 per De Stefano), nella ripresa hanno completato l'opera Alvaro, Ferrieri, ancora Emmausso e De Stefano.

In seguito a quella partita i dirigenti del campionato non avevano però escluso la squadra a stagione in corso, ma le avevano inflitto una penalizzazione di otto punti in classifica. Per la cronaca il punteggio finale è di 20-0. Il Pro Piacenza ha violato le norme di lealtà sportiva in maniera invereconda e domani, alla luce di questa violazione, deciderà il Giudice Sportivo.

Il classe 1997 ha segnato il terzo e il quarto goal nella goleada rifilata dal Cuneo alla Pro Piacenza dei ragazzini del 2000 mandati in campo, poi si è ripetuto segnando il 7-0, infine ha completato l'opera con l'undicesimo, il tredicesimo e il quattordicesimo goal.

"Quanto accaduto a Cuneo è un insulto allo sport e ai suoi principi fondanti - ha detto il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina - in questa situazione surreale la Figc aveva il dovere di far rispettare tutte le regole e ha esercitato questo ruolo. La nostra responsabilità è quella di tutelare la passione dei tifosi, gli imprenditori sani e la credibilità dei campionati". Si è arrivati così al vergognoso epilogo di Cuneo.

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