Albania, attaccata la sede del governo. Il centro destra chiede elezioni anticipate

Bruno Cirelli
Febbraio 18, 2019

Tensioni a Tirana, dove l'opposizione albanese è scesa sabato in piazza contro il governo del premier socialista Edi Rama per chiedere "un governo transitorio che prepari elezioni anticipate che siano libere e in rispetto degli standard internazionali". Almeno sei persone sono rimaste ferite (quattro manifestanti con problemi respiratori per l'inalazione di gas lacrimogeni) e due poliziotti sono stati ricoverati in ospedale. È l'accusa lanciata dal presidente del Partito Democratico, Lulzim Basha, che ha indetto la manifestazione di oggi contro il governo, suggerendo, si legge sul sito Albania Daily News, che la polizia non si intervenuta per fermare per tempo i facinorosi. Rama viene regolarmente sfidato in piazza dal Pd (Partito democratico che però in Albania è espressione del centrodestra), che lo paragona a Nicolas Maduro, ma oggi la protesta ha assunto dimensioni senza precedenti dalla fine del comunismo.

I manifestanti hanno tentato a più riprese di sfondare l'entrata principale dell'edificio, ma sono stati respinti dal lancio di lacrimogeni dalla Guardia repubblicana, mentre la polizia non ha fatto resistenza. Il presidente del Paese, Ilir Meta, ha rivolto un appello alla calma e ha ricordato che "i cittadini devono poter manifestare liberamente ma rispettare le istituzioni". Una decisione che non mette fine alla protesta, ha sottolineando Basha che ha dato l'appuntamento per una nuova mobilitazione: "Saremo qui di nuovo giovedì 21 febbraio con una massiccia protesta contro questo governo".

Secondo alcune fonti, i manifestanti sarebbero arrivati fino all'ufficio del premier.

"Rama è corrotto e colluso con la criminalità organizzata grazie alla quale - è l'accusa rivolta al premier - manomette i voti per garantire il potere". L'opposizione, composta da 5 partiti di centrodestra e centrosinistra, denuncia soprattutto le politiche economiche del governo, che costringono le persone, soprattutto i giovani, a lasciare l'Albania per sfuggire alla miseria.

La vice ministra dell'Interno albanese, Mirela Miroli, ha difeso l'operato degli agenti che hanno risposto all'assalto. Il rischio di un'escalation della violenza nelle proteste era già chiaro alle forze dell'ordine.

Dopo la manifestazione, Basha ha parlato di "una provocazione" da parte della polizia che ha "appositamente lasciato un varco facendo passare i manifestanti irritati". La polizia ha stranamente ceduto alla prima pressione dei manifestanti.

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