Usa, accordo anti-shutdown: 1,3 miliardi per barriere con il Messico

Bruno Cirelli
Febbraio 13, 2019

Mancano pochi giorni alla fine della tregua che il Congresso e il Presidente Donald Trump si erano autoimposti per far ripartire i conti pubblici, sospendere lo shotdown e trovare una mediazione sula questione del muro di confine.

La svolta e' arrivata dopo una trattativa ad oltranza tra leader negoziatori: i senatori Shelby e Patrick Leahy (democratico) e i deputati Nita Lowey (dem) e Kay Granger (Gop). Sembrano avercela fatta i negoziatori statunitensi a superare il punto morto del confronto che vedeva i repubblicani che reclamavano i soldi per il Muro e i democratici che chiedevano un tetto sui migranti detenuti. "Nessuno di noi riuscira' ad avere tutto quello che vuole ma faremo cio' che e' meglio per gli Stati Uniti d'America", ha assicurato Leahy. Fonti parlamentari sostengono che il presidente firmerà la Legge anche se non contiene i 5,7 miliardi di dollari che ha chiesto per la costruzione del Muro, condizione su cui il tycoon non ha mai arretrato, e che poi ricorrerà a un ordine esecutivo per finanziarlo. Il Congresso ha tempo fino al 15 febbraio per approvare il bilancio e finanziare il governo fino al prossimo 30 settembre. Secondo il Washington Post, l'accordo prevede 1,375 miliardi di dollari di barriere lungo il confine tra Usa e Messico inclusi 100 chilometri di nuove recinzioni; inoltre i democratici avrebbero rinunciato a porre limiti stringenti al numero di letti nei centri di detenzione gestiti dall'Immigrations and Costums Enforcement. "Finisci il Muro", recitavano giganteschi striscioni nell'arena del comizio di Trump in Texas contro il quale si e' mobilitato il democratico Beto O'Rourke, originario di El Paso, con una marcia ed un discorso in contemporanea a mezzo chilometro di distanza.

Si tratta di una cifra pari allo 0,5% del Pil. Il presidente, accolto da un'ovazione dai suoi sostenitori, circa 6mila, è stato però interrotto per almeno tre volte: "Andate a casa dalla mamma.vi metterà in castigo", ha detto il presidente ai contestatori.

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