Iran, 40 anni di rivoluzione: in piazza si celebra la svolta islamica

Bruno Cirelli
Febbraio 13, 2019

Il 22 bahman del calendario iraniano commemora il rovesciamento del regime dello scià Reza Pahlavi l'11 febbraio del 1979, dieci giorni dopo il trionfante ritorno dall'esilio dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, padre fondatore della Repubblica islamica iraniana.

"C'è un complotto" degli Stati Uniti, dei sionisti e degli stati reazionari del Medio Oriente, ma il nemico non raggiungerà mai i suoi demoniaci obiettivi", ha poi detto Rohani. "Grazie ad Allah abbiamo liberato la nazione iraniana dal colonialismo e dalla dipendenza 40 anni fa", scandisce Rohani, leader di un Paese che si trova di nuovo al centro di un durissimo scontro con Washington. L'Iran ha assunto al contrario una posizione più forte. "Grazie alla sua resistenza e unità, l'Iran supererà i problemi e le barriere", promette con enfasi al popolo il suo presidente, riferendosi alle difficoltà economiche aggravate dalle nuove sanzioni americane.

Mentre alcune bandiere a stelle e strisce bruciano tra la folla insieme a quelle di Israele, in piazza i dimostranti replicano i rituali inni di 'Morte all'America'.

Tanti gli striscioni ed i ritratti inneggianti a Khomeini, che dichiarò l'Iran una Repubblica islamica, e al suo successore, l'ayatollah Khamenei.

"L'Iran è determinato a rafforzare il suo potere militare e il suo programma missilistico: per produrre tutti i tipi di missili, anti-armatura, missili di difesa aerea, insomma tutti i tipi di missili, non dobbiamo chiedere né chiederemo il permesso a nessuno", ha voluto sottolineare il presidente. "Porteremo avanti il nostro impegno e il nostro potere militare". "E il mondo intero ha visto che i suoi nemici non hanno vinto".

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