Banca Carige, la BCE dispone l'Amministrazione Straordinaria

Paterniano Del Favero
Gennaio 3, 2019

La Banca centrale europea (Bce) 'commissaria' Carige dopo una raffica di dimissioni che ha provocato la decadenza del Cda, a distanza di poco più di tre mesi dalla sua elezione. La decisione della Bce è arrivata dopo che il consiglio di amministrazione dell'istituto di credito genovese è decaduto in seguito alle dimissioni di cinque consiglieri: Pietro Modiano, Fabio Innocenzi, Salvatore Bragantini, Bruno Pavesi e Lucia Calvosa.

La banca sottolinea come sia "garantita la consueta operatività senza alcun impatto su clienti, depositanti e dipendenti".

Decisa dunque l'amministrazione straordinaria con la nomina di una terna di commissari che ha visto la conferma di Innocenzi e Modiano - il cui piano gode del pieno sostegno della Bce - e l'inserimento del giurista Raffaele Lener. Lo si legge in un comunicato dell'istituto, nel quale si specifica che tre i commissari straordinari sono Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener. E per Modiano "il provvedimento semplificherà e rafforzerà la governance di Carige e di conseguenza l'esecuzione della strategia in un quadro di sana e prudente gestione". Sulla vicenda la commissione Ue e il ministero dell'Economia, attraverso un portavoce del ministro Tria, fanno sapere che stanno monitorando da vicino la situazione.

"Fin dall'inizio di questo già tormentato 2019, la banca aveva chiesto e ottenuto dalla Consob la sospensione del titolo per l'intera giornata" inaugurale degli scambi in "attesa di comunicazioni che riguardano il governo societario". La sospensione dalle negoziazioni "non si applica agli strumenti finanziari aventi come sottostante indici contenenti i titoli emessi da Banca Carige", ha chiarito l'Authority.

I tre commissari straordinari proseguiranno le attività di rafforzamento patrimoniale, rilancio commerciale attraverso recupero delle quote di mercato nei segmenti core, derisking attraverso la riduzione dei non performing loan e ricerca di possibili 'business combination'. Inoltre è in corso la stesura del piano industriale. Il prestito avrebbe dovuto essere restituito grazie a un aumento di capitale da 400 milioni di euro, ma i principali azionisti della banca, la famiglia Malacalza che controlla circa il 27 per cento delle azioni, si è rifiutata di sottoscrivere i circa 120 milioni di aumento di capitale che le sarebbero toccati, bloccando così l'operazione (l'avvocato di famiglia ha ricordato che i Malacalza hanno già investito 400 milioni di euro in varie operazioni di salvataggio).

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