Apple crolla in Borsa, brucia 446 miliardi di capitalizzazione

Paterniano Del Favero
Gennaio 3, 2019

Alla base di questa decisione la debolezza dell'economia cinese. Il caso di Apple è in questo senso esemplare, considerato che proprio in Cina è stato registrato il calo più cospicuo nelle vendite di nuovi iPhone. Dal 3 ottobre scorso, la società ha bruciato 446 miliardi di dollari di capitalizzazione: al momento vale 682miliardi, meno di altri colossi come Microsoft, Amazon, Alphabet e Berkshire Hathaway.

Lo ammette anche la Casa Bianca con Kevin Hassett, il presidente del consiglio degli advisor economici. L'annuncio a sorpresa di Apple arriva come un'ulteriore conferma dei peggiori timori degli investitori: il taglio delle stime di Cupertino certifica la frenata del Dragone cinese che risente delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e lascia intravedere un effetto a macchia d'olio sia sulle aziende sia sull'economia globale. "Non sarà solo Apple". A provocare il terremoto è stata la lettera di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, arrivata nella notte in cui comunicava che l'ultimo trimestre dell'anno è andato peggio delle previsioni e non è escluso che il rallentamento vada avanti anche nel 2019 con una riduzione del fatturato stimato fra cinque e nove miliardi. Le stime iniziali puntavano invece su 91,5 miliardi circa. Se si prendono in considerazione le aziende comprese nell'indice di borsa S&P 500, circa il 40 per cento dei ricavi prodotti deriva da attività svolte all'estero. Cook cerca comunque di rassicurare: "nonostante le difficoltà riteniamo che le nostre attività in Cina abbiano un futuro brillante".

Si preannuncia un avvio di contrattazioni in calo per Wall Street in scia all'annuncio di Apple di tagliare l'outlook sulle vendite del trimestre in corso (quello dello shopping natalizio). "Ricavi minori di quanto previsto, principalmente in Cina, sono i responsabili di un declino nei ricavi" ha spiegato Cook nella nota, sottolineando che le altre divisioni di Apple sono cresciute del 19 percento di anni in anno. Lo prevede Goldman Sachs, che paragona Cupertino all'ex colosso dei cellulari Nokia. "I dati hanno dimostrato che la contrazione del mercato degli smartphone in Cina è stata particolarmente forte".

Ad agosto Apple era diventata la prima società americana a superare i mille miliardi di capitalizzazione.

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