Bangladesh, elezioni di sangue: almeno 12 morti

Bruno Cirelli
Gennaio 2, 2019

"Stiamo ancora trasmettendo, ma nessuno ci può vedere a causa del black-out", ha spiegato Fahim Ahmed, il direttore. Hasina, nonostante questo, sembra fiducioso sulla possibilità di vincere le elezioni e governare per un quarto mandato. Salma Islam, che appartiene alla famiglia proprietaria del gruppo editoriale, è una candidata e si confronta con un uomo d'affari del partito al potere, la Awami League della premier. Il suo partito è a capo della coalizione della Grande alleanza, che si contrappone al Fronte Nazionale dell'Unità guidato dal BNP il cui leader Khaleda Zia, già primo ministro, è tutt'oggi in un carcere di Dhaka con l'accusa di corruzione.

In Bangldesh si è votato per rinnovare i 350 seggi dell'unica camera del parlamento nazionale.

Al potere negli ultimi dieci anni, Hasina è molto popolare tra alcune fasce della popolazione perchè ha permesso al Paesedi crescere enormemente dal punto di vista economico, anche se i suoi oppositori dicono che il boom è avvenuto sulla pelle dei più poveri: sfruttati e costretti a lavorare alla stregua di schiavi. Come riporta l'Ansa 16 persone hanno perso la vita negli scontri verificatisi nel Paese del sud-est asiatico. Altri sono morti in uno scontro a fuoco nel distretto di Chittagong e le vittime sono fra i sostenitori di entrambe i partiti. Al momento non si conoscono i risultati ma il primo ministro in carica, Sheikh Hasina, spera di mantenere il mandato ormai decennale.

Zahiruddin Swapan, parlamentare del partito nazionalista all'opposizione, ha detto che venerdì funzionari della sicurezza hanno isolato la sua casa, impedendogli di condurre campagna elettorale.

La guerra di indipendenza con il Pakistan del 1971 rimane la questione politica più controversa del Bangladesh e il premier Hasina ha spesso sfruttato la guerra del 1971 per giustificare la sua imposizione di un governo autoritario.

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