Congo, aperti i seggi per le elezioni presidenziali

Bruno Cirelli
Gennaio 1, 2019

Papa Francesco lo ha chiesto alla folla di piazza San Pietro al termine dell'Angelus, ricordando "tutti coloro che nella Repubblica Democratica del Congo soffrono per la violenza e l'ebola".

La Repubblica Democratica del Congo aspetta i risultati delle elezioni presidenziali di ieri: la giornata è stata caratterizzata da violenti scontri in alcune parti del Paese e da ritardi che hanno provocato lunghe file in alcuni seggi: l'esito finale del voto è previsto tra una settimana. Più di 46 milioni di persone si sono registrate per esprimere il proprio voto.

ActionAid ha sostenuto la rete di volontari Activista nella parte orientale del Paese in una campagna per il voto libero e dialogato con la Commissione Elettorale Indipendente Nazionale (CENI) per sensibilizzare la comunità, con particolare attenzione alle piattaforme femminili, puntando ad aumentare l'accountability delle donne in un Paese in cui raramente prendono parte ai processi decisionali. Inoltre sta aumentando anche la diffusione dell'epidemia di Ebola, che continua a "colpire pericolosamente" il territorio di Beni e la città di Butembo ed ha già causato 350 morti.

Per il Congo questa potrebbe essere la prima elezione pacifica dall'indipendenza ma il rischio di violenze è alto. Oppure perché non è stato proibito di andare in chiesa dove si raccolgono tanti fedeli?

Il voto è fondamentale nel cammino verso una pace vera e duratura in un Paese flagellato da anni di conflitti dove i diritti umani sono costantemente minacciati.

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