Schumacher: a 5 anni dall'incidente Bild racconta: "Vive così"

Rufina Vignone
Dicembre 30, 2018

"Come sta, lo rivedremo presto?" si chiedono di continuo i suoi milioni di tifosi, mentre dalla villa di Losanna non filtra nulla, con la famiglia e gli amici più intimi a mantenere una cortina di riserbo quasi inscalfibile.

Come sta davvero Schumacher a 5 anni dalla rovinosa caduta sugli sci? Un messaggio di speranza arrivato dopo le confortanti parole della moglie di Schumacher, Corinna ("Michael è un combattente e non si arrenderà") contenute in una lettera, svelata a metà novembre, scritta per ringraziare un musicista tedesco che aveva composto e dedicato una canzone al marito dal titolo "Born to Fight", ovvero "Nato per combattere".

"Così vive Schumacher oggi", con questa copertina il quotidiano tedesco Bild riaccende le speranze dei suoi lettori su una possibile ripresa del campione di Formula 1 a pochi giorni dal suo cinquantesimo compleanno. Il quotidiano aggiunge che ci sono almeno una decina di persone che lo assistono, alternandosi giorno e notte, e "niente è rimasto intentato per velocizzare la guarigione", compreso fargli ascoltare il rombo del motore Ferrari.

Il vecchio ufficio di Schumi negli ultimi cinque anni si è trasformato in una stanza d'ospedale super attrezzata. Ma non può farsi vedere in pubblico.

In base a quel che racconta la 'Bild', che ha raccolto il parere del neurobiologo del Max-Plank Institut, Tobias Bonhoffer, "in generale la rottura del tessuto nervoso nel cervello o del midollo spinale non sono riparabili. Questa è la differenza con tutti gli altri tessuti umani, come per esempio la pelle o il fegato le cui cellule si rigenerano" e che se in alcuni casi di incidente alcune cellule sostituiscono il lavoro di quelle danneggiate "nel caso di un serio danneggiamento del cervello, come quello che apparentemente è accaduto a Schumacher, non ci sufficienti cellule nervose a disposizione che possano svolgere il lavoro delle altre". La mostra, in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting, permetterà di scoprire il contributo che Michael ha dato allo sviluppo di vetture Gt straordinarie nei suoi anni a Maranello, come pilota e successivamente come consulente.

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