L'Arabia Saudita ammette di aver ucciso il giornalista Jamal Khashoggi durante l'interrogatorio

Bruno Cirelli
Ottobre 18, 2018

Se i 15 uomini sono stati davvero al consolato di Istanbul lo scorso 2 ottobre, significa che quasi certamente la sparizione (o l'omicidio) di Khashoggi è stata ordinata dal governo dell'Arabia Saudita. In uno degli audio, spiega il giornale, si sentirebbe il console saudita in Turchia, Mohammad al-Otaibi, che ieri ha fatto ritorno a Riad, affermare: "Se vuoi vivere, stai zitto". Gli aguzzini di Khashoggi gli avrebbero tagliato le dita durante le torture compiute nell'interrogatorio, per poi decapitarlo e farlo a pezzi. Secondo il Washington Post, Ankara ha informato gli Stati Uniti di avere registrazioni audio e video che mostrano come Jamal Khashoggi sia stato "interrogato, torturato e ucciso" dentro il consolato prima che il suo corpo venisse smembrato.

Ieri gli inquirenti sono entrati nella sede del consolato per effettuare una serie di perquisizioni. A fare a pezzi il corpo mentre il reporter era ancora vivo, continua la fonte, sarebbe stato il capo dell'unità forense giunta da Riad, il dottor Salah Mohammed al-Tubaigy. Intanto re Salman si prepara ad incontrare il segretario di Stato americano Mike Pompeo, arrivato a Ryadh. All'incontro erano presenti, tra gli altri, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu e il capo dei servizi segreti, Hakan Fidan. Questa notte, rispondendo ai giornalisti, ha detto che l'Arabia Saudita è "innocente fino a prova contraria": "Dobbiamo capire prima che cosa è accaduto".

Emergono inquietanti retroscena in merito all'uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, ammazzato all'interno del consolato saudita di Istanbul. Il Wall Street Journal aggiunge che sempre dall'audio si sente il medico legale, che era parte del team, invitare il console ad uscire e sollecitare altre persone ad ascoltare della musica mentre lui sezionava il cadavere. Nei suoi confronti è stata aperta un'inchiesta.

Il filmato a circuito chiuso, trasmesso dai media turchi, mostra l'arrivo a Istanbul dei sauditi sospettati di essere autori dell'operazione contro il giornalista, così come un van che entra nel consolato il 2 ottobre prima di recarsi alla residenza del console. Tra le figure di spicco Khalid Aedh Aloitaibi, identificato come membro della guardia reale saudita e fotografato in varie occasioni accanto al principe ereditario Mohammed bin Salman durante le sue visite in Usa.

Anche la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, diserterà la "Davos del deserto", la conferenza patrocinata dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per attrarre investimenti nel Paese. Da ultimo, la CNN dopo aver sentito 3 fonti informate a Istanbul avanza l'ultima stoccata: "interrogatorio ordito da 007 Riad vicini a MBS, sospettavano che Khashoggi avesse legami con il Qatar".

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