Nave Diciotti, Fico: "I migranti a bordo devono sbarcare"

Bruno Cirelli
Agosto 24, 2018

Roberto Fico chiede di far scendere a terra i 177 stranieri fermi sulla nave ancorata a Catania da due giorni, Salvini si oppone, ma poi autorizza lo sbarco dei soli minori. "Apriamo loro i nostri porti, le nostre case e i nostri cuori". Di Maio, che parlava in veste di capo politico del Movimento, faceva riferimento al versamento annuo dell'Italia a Bruxelles che si aggira sui venti miliardi di euro.

Dopo lo scontro di circa un mese fa a Taranto riguardante il caso dei braccianti, il caso della nave Diciotti sta aprendo a una crisi istituzionale. Matteo Salvini, intervistato questa mattina da Rtl 102.5, parlando del caso della nave Diciotti e dei migranti presenti a bordo che non hanno ancora ottenuto - e a questo punto non si sa se mai l'avranno - l'autorizzazione a sbarcare sul territorio italiano, ha spiegato che il suo nuovo obiettivo è quello di raggiungere la politica "No Way" adottata dall'Australia da diversi anni.

L'Unhcr e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, intanto, hanno esortato il governo italiano a consentire lo sbarco di tutti i migranti a bordo. A me hanno restituito la sensazione di totale comprensione. Un pressing che ha dato frutto. Le unità di questa classe sono due, Dattilo e Diciotti, che operano contemporaneamente o si alternano. Il perché lo spiega l'Agi in un dettagliato fact checking. Un ministro dell'Interno che sfida la magistratura dicendo "indagatemi pure" va un po' sopra le righe ed è politicamente rischioso dire di non temere il ruolo del Quirinale sulla vicenda Diciotti, aggiungendo di aver "ricordato" al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i mancati impegni europei su quei migranti di Pozzallo. Nel frattempo, per risolvere la crisi imminente, ha ottenuto l'ok alla redistribuzione da Italia e Grecia di 35mila richiedenti asilo verso altri paesi Ue: cosa che è stata fatta. Se ne saprà di più alla presentazione del decreto sicurezza. Fatto sta che la riforma di Dublino è ancora sulla carta.

La Commissione europea ha provato a far mettere d'accordo i paesi membri più volte, come lo scorso giugno, quando ha convocato una sorta di pre-vertice in vista del summit dei capi di Stato e di governo proprio sulla questione migratoria. "Bene. Ma trattati e convenzioni si possono modificare", ha aggiunto. Finora, i migranti, nonostante tutto, erano stati tranquilli. A quanto pare, solo la Francia avrebbe onorato gli impegni assunti allora.

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