Cinquant'anni dopo Praga ricorda invasione russa Cecoslovacchia

Bruno Cirelli
Agosto 23, 2018

Già lunedì sera si è svolto a Praga un raduno dal titolo significativo, "Non dimentichiamo". L'obiettivo era contestare l'attuale politica estera russa, in primo luogo l'annessione della Crimea.

Oggi, a 50 anni da quei carrarmati per le strade di Praga, con l'impero sovietico che non esiste più, con il capitalismo globalizzato che è diventato pensiero unico (ma in crisi su tutti i fronti) viene da pensare che quello fu davvero l'inizio della fine per il "comunismo reale" e che se invece la Primavera di Praga avesse potuto esprimersi e andare avanti, forse oggi staremmo a raccontare un'altra storia.

Da allora la sinistra non fu più la stessa di prima. Addirittura, qualcuno di loro pensava si trattasse di una semplice esercitazione e non di un'azione volta a stroncare con la violenza la stagione riformista di Alexander Dubcek, allora segretario del locale Partito Comunista. Ricordo che mio padre, comunista dal '45, simpatizzava per i sovietici, perché considerava un errore non l'invasione della Cecoslovacchia, ma la rottura del "fronte" comunista, come in Ungheria nel '56...

Almeno 300 persone hanno manifestato davanti all'ambasciata russa a Praga, in Repubblica Ceca, per ricordare il 50esimo anniversario dell'invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, avvenuta la notte fra il 20 e il 21 agosto del 1968.

A proposito di quest'ultimo, contestatissima la sua decisione di non partecipare in questi giorni ad eventi e non pronunciare discorsi commemorativi.

Questo era il comunismo, non solo stalinista, ma l'impianto stesso dell'URSS: l'ideologia prima della realtà, l'intento di coprire con le menzogne e se necessaria anche la violenza, quell'anelito di libertà che non solo i popoli cecoslovacchi dimostravano durante la presidenza Brezhnev, da molti (a torto) considerato un possibile cambio di marcia rispetto all'epoca di Stalin. "La propaganda di Mosca insisteva sulla liberazione del Paese dai controrivoluzionari, la radio di Praga continuava a diffondere disperati messaggi nell'Europa libera esortando a non credere a quella versione palesemente falsa", riporta bene oggi l'Ansa, alla vigilia delle commemorazioni.

L'invasione di Praga avvenne ad agosto. A fatica, ma si aprì... Diede linfa vitale e culturale alla più efficace rivolta degli operai cattolici polacchi di Solidarnosc, negli Anni Settanta e Ottanta, fino alla definitiva caduta di quell'ideologia che in più di 70 anni fece milioni - lo ripetiamo, milioni - di morti.

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