Precipita in auto da 80 metri e si salva

Rufina Vignone
Agosto 15, 2018

Stavo andando a Genova, ero sul ponte, ho sentito prima un rumore e poi è crollato tutto, avrò fatto trenta metri e poi l'auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. Stavo andando a Genova, ero sul ponte. Sfiorare la morte, dice, è come andare sulle montagne russe: "Ho sentito un botto e un gran vuoto che mi tirava giù, la stessa sensazione del Lunapark". Adesso sono sull'ambulanza. La macchina è distrutta. E' stata una scena apocalittica, da film. Mentre è incastrato chiama il padre, Franco: "Babbo è precipitato il ponte, io stavo passando e sono caduto con l'auto. Non ti preoccupare, sono salvo'".

Il padre, ancora incredulo per quanto stava sentendo, gli ha risposto: "Davide se riesci a muoverti prova a uscire". È un collega, un vigile del fuoco come lui: "Sono riuscito ad uscire e mi sono allontanato".

È precipitato giù per 80 metri assieme al ponte, ma è rimasto miracolosamente illeso: Davide Capello, portiere del Legino, squadra dilettantistica di Savona, è sopravvisuto al disastro del ponte Morandi e ha potuto portare la propria testimonianza di quegli attimi drammatici.

L'altra vita di Davide, che oggi gioca per passione nella città in cui abita, Legino, Promozione savonese, è quella che lo vede svolgere il lavoro di vigile del fuoco, ma Capello non era in servizio nella vigilia di Ferragosto che ha segnato l'ennesima tragedia infrastrutturale sulle strade d'Italia. In quel momento pioveva forte, non mi sono reso conto se un fulmine avesse colpito il ponte, ho visto solo la strada andare giù.

Davide Capello ha giocato con la maglia del Cagliari, del Savona e della nazionale Under 20. Tra i primi a sentirlo al telefono, dopo i familiari, sono stati proprio i compagni di squadra del portiere-pompiere: "Fare il pompiere è la mia vita".

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