Ilva, Taranto Respira chiede chiarezza sulla posizione del nuovo governo

Paterniano Del Favero
Giugno 7, 2018

A noi compete di vigilare che il sistema previsto dalla norma venga effettivamente e concretamente realizzato. E lo faremo senz'altro. "La disinformazione del mio partito su questa storia - ha concluso - è facile da sventare se mi fanno parlare".

Sul contratto di Governo siglato da Lega e M5S, è scritto, anche se in modo non chiarissimo, che l'Ilva andrebbe chiusa.

"Dire che il M5S vuole chiudere Ilva è una bugia - ha ribadito Pirondini - ma è evidente che su Taranto serve un piano B perché non possiamo chiedere alle persone se vogliono vivere o lavorare".

Roma, 4 giu. - "La questione Ilva rappresenta uno dei più grandi fallimenti dei governi di centrosinistra targati Renzi e Gentiloni. Ciononostante c'è stato questo scontro molto forte".

"Siamo fortemente sorpresi delle dichiarazioni del neo-ministro dell'Ambiente Costa, che vede 'una Taranto ambientalmente ben tenuta', forse il ministro non sa che esiste una situazione epidemiologica drammatica, forse non conosce gli ultimi dati sui livelli di Diossina prodotta dall'Ilva e piovuta sulle cittadine e i cittadini tarantini con gravi danni alla loro salute, forse non lo hanno informato che nel quartiere Tamburi, adiacente alla zona industriale, bambine e bambini di materne ed elementari hanno dovuto smettere di andare a scuola per intere settimane a causa dell'inquinamento".

Costa, pretendiamo rispetto di prescrizioni ambientali.

Intanto, il Codacons ha inviato una formale diffida al nuovo Ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, "affinché lo convochi alla prossima riunione sull'Ilva che vedrà coinvolti martedì sindacati e Arcelor Mittal". Conosco perfettamente la situazione: noi pretendiamo, e pretenderemo, che fin da subito siano rispettate le prescrizioni ambientali per rendere immediatamente Taranto migliore, consapevoli che la strada verso la soluzione definitiva del problema va programmata con l'arresto delle contaminazioni ambientali. I tempi sono stretti: l'ex ministro Carlo Calenda ha minacciato "l'esaurimento della liquidità di cassa di Ilva per il 30 giugno" e l'azienda al momento brucia 30 milioni al mese.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE