Pensioni, quota 100 e opzione donna: la Legge Fornero cambia così

Paterniano Del Favero
Giugno 6, 2018

Quindi non si potrà andare in pensione con 40 anni di contributi e 60 di età, poiché bisognerà rispettare il limite anagrafico di 64 anni.

Uno dei punti principali del nuovo governo Conte è quello di riformare la Legge Fornero per poter abbassare l'età pensionabile dei lavoratori italiani. Nel contratto, però, si dice che verrà invece tenuto conto nel calcolo dell'età per cui si può andare in pensione "dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti".

In entrambi i casi il taglio degli anni lavorativi necessari ad andare in pensione corrisponde ad un taglio economico: nel caso della pensione usufruita grazie al raggiungimento della quota 100 si avrebbe un taglio dell'assegno di liquidazione (o Tfr), mentre nel caso dell'opzione donna si dovrebbe rinunciare ad un 25-35% di quota previdenziale, poiché verrebbero calcolati solo gli anni di contributi maturati. Si tratta di Alberto Brambilla, già sottosegretario di Roberto Maroni, da sempre indicato dalla Lega (a partire dalla riforma Dine del 1995) per seguire la questione della previdenza. I dati sono obbligatori al fine di autorizzare la pubblicazione del commento e non saranno pubblicati insieme al commento salvo esplicita indicazione da parte dell'utente.

Insomma, la riforma delle pensioni annunciata dal Governo del cambiamento non sembra avere grandi oppositori ed è per questo che - Quota 100 compresa - potrebbe essere uno dei primi provvedimenti attuati dal nuovo Esecutivo.

Secondo molti osservatori una riforma così concepita - per quanto per certi versi giusta e doverosa - potrebbe essere stoppata dalla Corte Costituzionale in quanto andrebbe a ledere i così detti "diritti acquisiti". Sì perché se la flat tax dovesse diventare realtà, la sforbiciata per le pensioni alte sarebbe ampiamente compensata dal taglio delle tasse. In pratica la sua pensione aumenterebbe di 1674 euro. Oppure 41 anni e mezzo di contributi, a prescindere dall'età e non più di 2-3 anni di contributi figurativi, per escludere chi è stato in cassa integrazione per 10 anni, ad esempio. "Con la flat tax ci guadagnano tutti": questa la risposta di Salvini - aggiunge la nota - alla domanda se la riforma fiscale fosse iniqua o consentisse maggiori guadagni ai ricchi. L'importante è che ci guadagnino tutti: se uno fattura di più, risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più, e crea lavoro in più. "Dobbiamo dire che il contratto che hanno presentato dobbiamo dire che di lavoro parla pochissimo e l'unica cosa citata sono i voucher, cioè la peggiore delle soluzioni". "Il nostro obiettivo è che tutti riescano ad avere qualche lira in più nelle tasche da spendere".

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