Migranti, la Tunisia convoca l'ambasciatore italiano: "Stupore per le parole di Salvini"

Bruno Cirelli
Giugno 6, 2018

Circa 500 persone hanno manifestato oggi a Napoli, in Largo Berlinguer, per ricordare Soumalia Sacko, il giovane maliano ucciso ieri in Calabria, e per protestare contro le parole del ministro dell'Interno Matteo Salvini sui migranti.

Le dichiarazioni del neo ministro italiano hanno provocato una profonda sorpresa nelle istituzioni nordafricane "le parole di Salvini non riflettono il livello di cooperazione trai i due Paesi nella lotta all'immigrazione regolare".

Nell'incontro, definito comunque dall'ambasciatore italiano a Tunisi Lorenzo Fanara cordiale, il diplomatico ha cercato di stemperare i toni, spiegando che le dichiarazioni del ministro sono state riportate fuori dal contesto ed è stata ribadita la volontà del nuovo governo italiano di rafforzare la cooperazione bilaterale per approfondire il partenariato strategico e per far fronte alle problematiche comuni relative al fenomeno migratorio. "La Tunisia è un Paese libero, democratico, dove non ci sono guerre, carestie, epidemie e pestilenze e che non sta esportando gentiluomini ma spesso galeotti", aveva aggiunto Salvini. Ma anche la preoccupazione di "comunicare con il nuovo governo italiano per promuovere la cooperazione, le relazioni amichevoli e strategiche tra i due Paesi". E poi la campagna elettorale è finita, anche Salvini deve smettere di interpretare il suo personaggio, ha vinto, ora non può mettere un muro tra i poveri e il resto del mondo. "Se uno fattura di più e paga di più è chiaro che risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più e crea lavoro in più - ha detto il ministro - Non siamo in grado di moltiplicare pani e pesci". "Occorre buonsenso - ha scritto Salvini su Twitter - Quello degli sbarchi e dell'accoglienza di centinaia di migliaia di 'non profughi' non può continuare ad essere un problema solo italiano. Il secondo intervento sarà sulle imprese, dall'anno prossimo interverremo sulle famiglie" ribadisce. "Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche".

La riforma di Dublino, ovvero il sistema d'asilo europeo che attualmente stabilisce l'assegnazione dei migranti al Paese di primo arrivo, è ia centro della riunione dei ministri degli Interni dei 28 a Lussemburgo.

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