Migranti: la Tunisia convoca l'ambasciatore italiano. 'Stupore per le parole di Salvini'

Bruno Cirelli
Giugno 6, 2018

Lo ribadisce il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Al ministero dell'Interno lo hanno subito indirizzato sulla rotta giusta. "Una soluzione va trovata, ma se è 'mettiamoli fuori' diventa problematico, perché sono vite umane e non si possono scartare come se niente fosse". E dalla Tunisia, i migranti non partono sulle carrette del mare. Non solo. È stata beffata più volte dalle mancate promesse degli altri Paesi dell'Unione. Non rientrano nel calcolo del Viminale, infatti, i cosiddetti sbarchi fantasma dei quali ci sono soltanto tracce: imbarcazioni lasciate lungo le coste o le testimonianza dei bagnanti, che vedono allontanarsi le imbarcazioni, dopo avere lasciato a terra decine di persone. A gennaio erano 365, a febbraio 1060. Un affondo, quello di Salvini, giunto ieri, nel giorno di un tragico naufragio proprio al largo della Tunisia e che viene visto "con apprensione" dal governo maghrebino. Il problema è che per rimandare a casa gli irregolari e superare i poco più di 6mila i rimpatri in media ogni anno servono accordi con i Paesi di provenienza: l'Italia ne ha siglati solo con Tunisia, Egitto, Nigeria, Sudan e Gambia.

E sull'aiuto dell'Europa, il cardinale aggiunge che "chissà perché la politica non ha il coraggio di cominciare a scrivere questa pagina". Ovviamente con la consapevolezza che non tutto potrà essere fatto in tempi rapidi, ma per il medio-lungo periodo il nuovo piano migranti è già pronto. Una decisione che, se trasformata in atti concreti, avrà ripercussioni anche nel territorio provinciale, dove nel campo dell'accoglienza operano diverse realtà. Il ministro tira dunque dritto e torna anche a mandare messaggi all'Ue alla vigilia del vertice europeo dei ministri dell'Interno in Lussemburgo: "O l'Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro paese, oppure dovremo scegliere altre vie". La Merkel? Che l'Italia sia stata lasciata da sola, è chiaro ed evidente.

Ogni tanto però al ministro ancora sfuggono apprezzamenti eccessivi.

Il governo di Tunisi convoca l'ambasciatore italiano e reagisce alle frasi di Matteo Salvini che domenica, nel corso della visita all'hotspot di Pozzallo, aveva definito la Tunisia "un paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini e che spesso e volentieri esporta galeotti".

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