Inaugurata agli Uffizi la nuova sala dedicata a Raffaello e Michelangelo

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 6, 2018

I Doni infatti oltre al Papa furono gli unici committenti privati che riuscirono a commissionare delle opere sia a Michelangelo che a Raffaello, mentre per la famiglia dei Nasi, Raffaello dipinse la Madonna del Cardellino che, per anni in un angusto corridoio al primo piano si riunisce adesso al Tondo Doni, dipinto più o meno nello stesso periodo. A tal proposito, il direttore Eike Schmidt, l'ha definita la sala nella quale si concentrano le "undici vere e proprie bombe della storia dell'arte".

Le scelte tecniche adottare per la nuova sala di Michelangelo sono opera dell'architetto Antonio Godoli, curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi, insieme all'architetto Nicola Santini.

Insieme come nel primo scorcio del XVI secolo, quando erano presenti contemporaneamente a Firenze, Michelangelo, Raffaello e Leonardo. La Sala di Saturno diventerà così una sorta di mostra permanente di Raffaello Sanzio e in particolare sarà possibile ammirare le opere della ritrattistica curiale come il ritratto tardo di Giulio II quello di Fedra Inghirami e il patrono Leone X con i cardinali Giulio de'Medici e Luigi de' Rossi e quello del Cardinal Bibbiena che fu sostenitore di Leone X. "Tra cinque settimane poi verrà aperta anche la sala di Leonardo, questa è anche un'occasione per celebrare i committenti della repubblica di Piero Soderini, il mecenatismo delle grandi famiglie, un tema che ha ispirato i mecenati di oggi, gli Amici degli Uffizi".

Tutto il progetto del restauro e della risistemazione della sala di Raffaello e Michelangelo è stato generosamente offerto dagli Amici degli Uffizi e dai Friends of the Uffizi Galleries, le uniche associazioni senza fini di lucro interamente dedicate al sostegno, alla tutela e alla valorizzazione delle Gallerie degli Uffizi. Fra Bartolmeo, un'artista che influenzerà Raffaello durante il suo soggiorno a Firenze. Grazie infatti al trasferimento dagli Uffizi del Ritratto di giovane con la mela (forse Francesco Maria della Rovere), a Palazzo Pitti viene ad essere documentata anche la ritrattistica dell'ultimo periodo dell'artista a Urbino, rafforzando così il concetto all'origine della trasformazione della Sala del Saturno in uno spazio dedicato al Sanzio, che documenti lo sviluppo artistico del pittore attraverso tutte le fasi della sua biografia. "Vedere questi quadri insieme non posso esprimere la mia gratitudine per chi ha reso possibile tutto questo".

Il nuovo allestimento è introdotto da una lectio magistralis di Antonio Paolucci, già Soprintendente ai Beni Artistici e Storici, e Ministro per i Beni culturali e ambientali, e Direttore dei Musei Vaticani.

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