Governo, PENSIONI QUOTA 100 ultimissime novità. Riforma pensioni news

Paterniano Del Favero
Giugno 6, 2018

La riforma delle pensioni non vedrà probabilmente luce prima del prossimo autunno e dovrebbe permettere ai lavoratori di andare in pensione dopo un massimo di 41 anni di contributi qualsiasi sia l'età. Tra i punti principali del contratto: superamento della legge Fornero, con un piano che prevede Quota 100 e Opzione donna, interventi radicali sul sistema fiscale con l'introduzione della flat tax, provvedimenti tanto attesi soprattutto al Sud dove la disoccupazione giovanile è alle stelle come il reddito di cittadinanza. Da domani inizieranno ad accusare questi ragazzi dicendo che non sanno governare.

Nel contratto di Governo, ricordiamo, è scritta la possibilità di andare in pensione per i lavoratori la cui somma dei requisiti anagrafici e contributivi arrivi a 100, con almeno 35 anni di contributi.

Infatti, nel contratto di Governo viene indicata anche una spesa massima per il pensionamento dei quota 100. E' chiaro che abbassando il paletto la percentuale delle anticipate potrebbe salire molto rapidamente. Possono poi essere previsti dei paletti riguardo all'età minima di uscita e a un minimo di anni di contribuzione. La nona salvaguardia è destinata agli esodati, mentre la proroga dell'opzione donna, in cambio del ricalcolo contributivo permette alle lavoratrici di andare in pensione in largo anticipo. Nel caso in cui il risultato della somma non corrisponde a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi.

Per l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, autrice della riforma della previdenza messa in discussione, le proposte sono "lontane dalle promesse" fatte in campagna elettorale, che ipotizzavano la cancellazione della legge Fornero, ma comunque "poco responsabili" perche spostano risorse ancora sulla parte anziana della popolazione dimenticando quella più giovane che più è stata penalizzata negli anni della crisi.

Tuttavia il redattore del capitolo pensioni del programma di governo tra Lega e M5s, il professor Alberto Brambilla, ha spiegato: "Per trovare le coperture necessarie alla quota 100 e ai 41 anni di contributi, l'Ape sociale andrebbe eliminata e, con essa, il concetto di "lavori gravosi", che non esiste in natura". L'età del lavoratore, ai fini del calcolo della quota 41 non rileva. Inoltre - sia pure con taluni limiti - sembra essere più conveniente l'utilizzo dell'Ape sia essa sociale o volontaria (la sola misura, quest'ultima, che sarebbe confermata), sia per quanto riguarda l'età che per il requisito contributivo.

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