Flat tax, cos'è e come funziona

Paterniano Del Favero
Giugno 6, 2018

"È inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile - attacca il parlamentare Dem Luigi Marattin -. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali", ha dichiarato, sottolineando che a ridurla dal 27,5% al 24% era stato il governo Renzi. A rivelare la strategia del neo governo su uno dei temi principali indicati nel Contratto per il governo del cambiamento e molto caro alla Lega è l'economista Alberto Bagnai, vicino al Carroccio e possibile sottosegretario al ministero dell'Economia.

Di sicuro sarà interessante vedere all'opera per la prima volta Giuseppe Conte davanti a più di 300 senatori, sarà il primo impatto fra l'Aula e il nuovo capo del governo, e sarà anche il primo confronto, nel dibattito che ne seguirà, fra la maggioranza e i partiti che stanno all'opposizione, da Forza Italia al Pd. Secondo i sostenitori della flat tax, sosterrebbe la crescita economica: ad oggi, è in vigore in Russia e in alcune Repubbliche ex sovietiche, dove è particolarmente diffusa.

A parte l'ingente copertura finanziaria tutta da trovare, sono due i nodi che il governo dovrà affrontare nel mettere a punto la cosiddetta flat tax sull'Irpef, che in realtà è un sistema basato su due aliquote (15 e 20 per cento).

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Differisce quindi dai sistemi di tassazione progressiva, che differenziano le aliquote a seconda dei redditi dei contribuenti.

Su giovani e lavoro si farà riferimento alla Costituzione, al primo articolo della Carta, declinando le promesse elettorali: ovvero un maggiore sostegno a chi oggi è ai margini della società, ma allo stesso tempo, come ha chiesto la Lega, intrecciando l'obiettivo di una maggior reddito sociale per gli incapienti con la garanzia di impegno e responsabilità da parte di chi saranno i destinatari.

(Teleborsa) - La Flat Tax partirà prima per le imprese, nel 2019, e l'anno dopo per le famiglie. "Poi per le famiglie cominceremo già dal 2019 con dei paramentri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla". Inizialmente saranno favorite le famiglie con molti figli.

Bagnai ha inoltre escluso che la riduzione venga finanziata con un incremento delle imposte indirette: "Per noi il discorso dell'aumento dell'Iva è assolutamente fuori discussione", ha affermato.

Prendendo però ad esempio gli ultimi "condoni tombali", quello del biennio 2002-2003 ha garantito poco meno di 13 miliardi di euro (il 160% di quanto atteso), mentre le "voluntary disclosure" varate tra il 2015 e lo scorso anno circa 7,75 miliardi. Si prevede dunque un inizio parziale per le famiglie e una procedura di completamento che duri un anno?

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