Migranti, la rabbia della Tunisia dopo gli attacchi di Salvini

Bruno Cirelli
Giugno 5, 2018

Nell'incontro con l'ambasciatore italiano a Tunisi, "il nostro Paese ha ribadito la sua volontà di continuare con il nuovo governo italiano sulla via del consolidamento dei rapporti di fraternità e di collaborazione strategica in vigore tra i due paesi", prosegue il ministero tunisino.Sarebbero circa 40 mila gli immigrati tunisini irregolari in Italia: se Salvini decidesse di rimpatriarli tutti sarebbe un problema per il Paese, come ha sottolineato ieri una fonte anonima del ministero degli Affari sociali tunisino al giornale 'Le Quotidien´: "In concreto non abbiamo un piano preciso per far fronte ad un rimpatrio massiccio dei nostri emigrati".

L'ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, è stato convocato dal ministero degli Esteri per trasmettergli il "profondo stupore" del governo del paese nordafricano. "Arrivano molte persone perbene - ha detto Salvini - ma anche persone meno perbene".

E in particolare quelle sulla Tunisia, Paese che il neoministro dell'Interno, dopo aver visitato l'hotspot di Pozzallo, ha definito "libero e democratico, dove non ci sono guerre, epidemie e pestilenze, e che non sta esportando dei gentiluomini ma spesso e volentieri dei galeotti".

"Non arrivo al ministero dell'Interno con la clava a cambiare tutto - aggiunge -".

Poi Salvini ribadisce un concetto già espresso nelle ultime ore: "Le parole non bastano più: occorre un intervento economico e giuridico, l'Italia non può essere trasformata in un campo profughi a nome e per conto del'Europa". Queste le parole usate dal ministro dell'Interno Matteo Salvini interpellato sui casi di intemperanza, registrati nei centri di accoglienza, che avrebbero tra i protagonisti migranti tunisini.

Una vergogna. Invece di rappresentare l'Italia si è messo a fare il celodurista del piffero e il 'trumpino' senza ciuffo. Occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il Paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qui e fanno domanda di asilo politico.

"Sarò al Senato perché c'è la fiducia".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE