Domani la fiducia al Senato. Interverrà anche Matteo Renzi

Bruno Cirelli
Giugno 5, 2018

È servita esattamente un'ora, undici minuti e undici secondi al premier Giuseppe Conte per chiedere la fiducia all'Aula del Senato.

La riunione dei capigruppo al Senato, secondo quanto riferito dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha deciso il calendario domani della fiducia. "Questa foto è stata scattata alla Camera, dei Deputati, uno dei due rami del parlamento, Renzi è al Senato (sì, proprio quello che voleva abolire)", scrive.

Il premier italiano guadagna meno anche rispetto ad altri capi di governo. Il premier ricorda: "Abbiamo apportato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi: rispetto a prassi che prevedevano valutazioni scambiate nel chiuso di conciliaboli tra leader politici, perlopiù incentrate sulla ripartizione di ruoli personali e ben poco sui contenuti del programma, noi inauguriamo una stagione nuova". Sono ricette sbagliate, è un cambiamento che guarda al passato, si propongono aumenti di pena senza capire che non hanno mai costituito un deterrente, lo sanno anche i bambini. "L'obiettivo del governo è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio socio-economico". Sul piano internazionale Conte ribadisce "la convinta appartenenza del nostro Paese all'Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d'America quale alleato privilegiato" ma "con un'apertura alla Russia" e che porterà in Europa "i temi per un adeguamento della sua governance". Infine, sono ricette che ci allontanano anche da alcuni principi fondamentali della nostra Costituzione come la risocializzazione del reo e la ragionevole durata del processo. Il tempo che gli è servito per presentarsi e illustrare il contratto firmato da Lega e M5S su cui si basa il governo di cui lui si definisce semplice "garante".

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