Roma, muore per un aneurisma ma per i medici era una lombosciatalgia

Barsaba Taglieri
Aprile 23, 2018

La sera del giorno successivo, mio padre mi telefonò per dirmi che Daniela stava molto male: "si contorceva dal dolore, sudava tantissimo e l'abbiamo dovuta cambiare tre volte prima di farla salire sull'ambulanza".

Alle 18.35 del 20 marzo Daniela muore. Solo dopo si scoprirà a vera causa del decesso. "Invece è morta fra dolori lancinanti e sola", come ha dichiarato la sorella, Annamaria, al Corriere della Sera. Anche il presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, Antonio Magi si è espresso sul caso: "L'Ordine ha chiesto alla Direzione dell'ospedale e al dirigente medico della struttura di avere, nelle prossime ore, una relazione dettagliata sull'evento". Una diagnosi sbagliata che le è risultata fatale. In quel momento i sintomi era sicuramente più blandi e si evidenziavano soprattutto ai reni e alla gamba sinistra. Aveva lievi dolori a reni e gamba sinistra, ma siccome anni fa era stata operata di ernia non si era preoccupata troppo.

"Verso le 5 un medico mi ha chiamato per chiedermi se Daniela aveva problemi psichiatrici". È la storia di una donna di 49 anni, Daniela, giunta al Policlinico Casilino per un forte doloro e rispedita a casa con una diagnosi errata. Qui le diagnosticano una lombosciatalgia.

I medici iniziano così a rendersi conto che la situazione è più grave del previsto. Ma 24 ore dopo la situazione era di nuovo peggiorata. E' tornata così in pronto soccorso dove è morta. Tuttavia i famigliari raccontano che a mezzanotte la povera donna era ancora in attesa di una visita. "Era su una sedia, con dolori terribili e l'ago della flebo era uscito dalla vena". La sorella che l'accompagnava è stata fatta poi allontanare dalla stanza ed è rimasta in contatto con Daniela tramite sms, la quale le implorava aiuto: "ma io non potevo entrare". Ovviamente ho risposto di no, ma quando l'ho vista mi sono spaventata. Era a letto, ancora cosciente ma tutta storta, un braccio blu e gonfio, una flebo infilata in un piede e continuava a lamentarsi per il dolore con un filo di voce, si contorceva, ma mi diceva grazie per essere lì e scusa, ripeteva, scusami. Ipotizzano che si tratti di meningite, poi convocano la famiglia per spiegare che Daniela deve essere ricoverata in rianimazione. La glicemia e la pressione, nel frattempo, erano schizzati alle stelle. Aveva un aneurisma addominale, con un inizio di ischemia celebrale e addensamento di sangue nei polmoni. Anche se quest'ultima non incideva, al momento, con il suo stato di salute.

Due giorni dopo, Daniela moriva.

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