Mafie: nel Lazio 93 clan attivi, 50 operano solo a Roma

Bruno Cirelli
Aprile 23, 2018

Così in una nota congiunta i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, Davide Barillari e Valerio Novelli, a margine della presentazione del III Rapporto "Mafie nel Lazio".

La pubblicazione è il resoconto, rigoroso e documentato, delle principali inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali nel Lazio, dei documenti istituzionali e degli interventi pubblici sul fenomeno mafioso nel periodo da luglio 2016 a dicembre 2017. La sua lettura offre un quadro d'insieme per un'analisi sulla penetrazione delle mafie nella Regione Lazio, in particolare nella città di Roma. Si tratta di una analisi alimentata, nel tempo, dal confronto con le Forze di Polizia, la Magistratura e le Istituzioni. Ed è proprio alle donne e agli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, del Tribunale per le misure di Prevenzione, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e della Dia, che è dedicato il Rapporto.

Altri dati interessanti emersi sono da una parte il numero delle operazioni finanziarie sospette, segnalate alla UIF della Banca d'Italia, che nel 2017 sono arrivate a 9769 mentre il numero dei bonifici bancari in entrata dai cosiddetti 'Paradisi Fiscali' sono stati 5706 e quelli in uscita 4372, e dall'altra che nel Lazio sono state 512 le aziende confiscate e 1.732 i beni confiscati.

II monitoraggio quantitativo dei clan nella regione e in provincia di Roma è stato elaborato a partire dalle fonti giudiziarie e istituzionali. "Non ultimi sono presenti i boss delle mafie straniere". Di questi, 62 clan sono stati tracciati da indagini e processi per molti anni ma, in base alla documentazione consultata dall'Osservatorio, non sono piu' citati in indagini giudiziarie o rapporti istituzionali da almeno 4 anni. La terza edizione, in collaborazione con LazioCrea, dà conto dei fatti giudiziari e degli atti istituzionali degli ultimi diciotto mesi presi in esame dall'Osservatorio e - al contempo - restituisce la sintesi di questi primi tre anni di monitoraggio del fenomeno mafioso nella regione.

Al suo interno, attraverso una mappatura del fenomeno a livello provinciale, ci sono le principali inchieste, i processi e le audizioni istituzionali che consentono di ricostruire, attraverso documenti pubblici, l " evolversi del fenomeno mafioso e il progressivo avanzamento della straordinaria attività di contrasto coordinata in questi anni dal Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e dal Procuratore Aggiunto Michele Prestipino. Dei 93 clan attivi nel Lazio, circa 50 clan, operano, nel solo territorio della capitale.

"La fotografia dice che esiste una presenza invasiva allarmante della mafia e delle organizzazione che si avvalgono del metodo mafioso, ma esiste anche un'antimafia che dimostra quotidianamente di non consentire alcuna forma di controllo del territorio in nessun quartiere di Roma".

Cento piazze-bunker dello spaccio, operative h24 e protette, sul modello di Scampia, da sentinelle, sbarre, telecamere. Ed è proprio la gestione delle piazze di spaccio a Roma a destare maggiori preoccupazioni, come si legge nel Rapporto, perché rappresentano il luogo in cui maggiore è il contagio delle mafie tradizionali con i gruppi della criminalità romana che fatalmente evolvono nell " assunzione del metodo mafioso. E' comunque la 'ndrangheta che può essere considerata l'organizzazione leader nel settore del narcotraffico romano e non solo. Il sistema criminale romano vede anche l'azione di autonomi che entrano in azione con gruppi già menzionati e con i narcotrafficanti che a Roma commerciano droga e controllano alcuni quartieri. Queste organizzazioni originariamente non sono mafiose ovviamente, non hanno una derivazione una matrice mafiosa, non sono organizzate in termini mafiosi, di mafioso non avevano nulla eppure stanno cominciando ad acquisire tutti i connotati gli ingredienti tipici dell'esercizio del metodo mafioso. Fornita perlopiu' dai clan calabresi, arriva al consumatore sulle piazze della Capitale: Pigneto, Primavalle, Borghesiana, Montespaccato. Lo ricordiamo anche quest'anno: nei quartieri di Ostia, Tor Bella Monaca, Romanina e San Basilio, l'Osservatorio, sempre a partire dalle carte giudiziarie consultate, evidenzia la presenza del cosiddetto 'controllo del territorio' da parte delle 'mafie di Roma'. Solo sotto le Torri sono 11 i clan a spartirsi il mercato, strada per strada. Il testo realizzato dall'Osservatorio Sicurezze e Legalita' della Regione Lazio e' stato presentato al WEGIL, a Trastevere, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dal prefetto di Roma, Paola Basilone, da Don Luigi Ciotti, presidente Associazione Libera, dal questore di Roma, Guido Marino, dal comandante provinciale dei Carabinieri di Roma, Gen. Antonio De Vita, dal comandante del GICO della Guardia di Finanza, Col. Gerardo Mastrodomenico, dal capo del centro operativo DIA di Roma Col. Francesco Gosciu, e da Gianpiero Cioffredi, presidente Osservatorio Sicurezza e Legalita' della Regione Lazio. Nella Capitale e nel territorio provinciale i diversi gruppi operano immersi in un contesto criminale ampio, fatto di killer di professione, pusher, mala romana e pezzi di ex appartenenti alla Banda della Magliana. "Probabilmente è il caso di dedicare un minimo attenzione al modo di agire e pensare mafioso, a chi preferisce girarsi a da altra parte, a chi non si chiede più è giusto o sbagliato quello che faccio, mi conviene o no. Se tutto questo non cambia non può cambiare solo un adeguato impianto educativo deve cambiare anche l'impianto legislativo".

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