Tolto il passaporto a Battisti

Bruno Cirelli
Aprile 19, 2018

La decisione del giudice brasiliano Sergio Castresi de Souza Castro, del distretto di Cananeia, è motivata dal fatto che Battisti avrebbe prodotto una falsa dichiarazione, nel giugno 2015, fornendo indirizzi di residenza falsi. Nello specifico sono stati disposti il ritiro del passaporto, l'obbligo di presentarsi una volta al mese alle autorità locali per informare delle loro attività e il divieto di lasciare Cananeia o uscire di casa dopo le 22.

E' tuttavia palese che si tratta solo di una corda che viene stretta, perché anche a causa delle pressioni italiane il Brasile vuole liberarsi dello scomodo ospite dei temi del suo protettore Lula, anche questi oggi in prigione per corruzione.

Oltre al falso ideologico, Battisti è sotto processo in Brasile anche per esportazione illegale di valuta, un'ipotesi di reato seguita all'arresto nell'ottobre del 2017, quando con ogni probabilità il terrorista italiano stava cercando di allontanarsi dal Brasile e venne fermato al confine con il centro America. Ma la circostanza del tentativo di fuga non è stata poi acclarata, per cui è rimasta l'accusa "fiscale", visto che Battisti aveva con sé una discreta somma di dollari ed euro, non dichiarati alle autorità brasiliane. Condannato all'ergastolo in via definitiva in Italia per quattro omicidi commessi durante gli Anni di Piombo, l'ex terrorista potrebbe inoltre essere estradato nel nostro Paese. Il procuratore generale brasiliano ancora non ha risposto alla richiesta formalizzata dall'Italia, dopo un lungo tentennamento degli ultimi governi di centro-sinistra, e ha rimesso la decisione al capo dello Stato Michel Temer.

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