Osservasalute: dove c'è prevezione diminuiscono le morti per tumore

Barsaba Taglieri
Aprile 19, 2018

Dunque, rileva il Rapporto, "laddove la prevenzione funziona, la salute degli italiani è più al sicuro, con meno morti per tumori e malattie croniche come il diabete e l'ipertensione: diminuiti del 20% in 12 anni i tassi di mortalità precoce per queste cause". Al Sud, invece, la situazione è opposta: il tasso di mortalità per queste malattie è infatti maggiore di una percentuale che va dal 5 al 28%. Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio, il Rapporto (603 pagine) è frutto del lavoro di 197 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute). Nel documento, oltre a evidenziare la discrepanza tra Nord e Sud del Paese, evidente anche nel livello di spesa pro capite da destinare alla sanità, viene lanciato l'allarme per il fatto che, nel 2028, avremo oltre 6 milioni di anziani non autosufficienti. Le regioni con la mortalità precoce più bassa sono state l'Umbria (204,7 per 10.000), l'Emilia-Romagna (205,8 per 10.000) e il Veneto (206,9 per 10.000). La Campania, e in particolare la Calabria, sono le regioni che nel quadro complessivo mostrano il profilo peggiore.

Il Rapporto evidenzia che la spesa da parte dei cittadini per la salute, negli ultimi anni, è aumentata, mediamente, di circa l'8,3% (2012-2016), ma in maniera disuguale nel Paese. Tutte le regioni italiane registrano un tasso medio di crescita della spesa che oscilla dallo 0,6 per cento delle Lombardia al 3,7 per cento della Basilicata. Nel 2015, e in valori assoluti, la spesa privata pro capite più alta si registra in Valle d'Aosta con 948,72 euro e la più bassa in Sicilia con 414,40 euro. Calabria (274 euro), Campania (263 euro) e Sicilia (245 euro) chiudono la graduatoria. Sul fronte della salute "gli italiani sono sempre più anziani e tra questi (in particolare tra gli over-75) aumentano quelli con limitazioni fisiche, che non sono in grado di svolgere da soli attività quotidiane semplici come telefonare o preparare i pasti (+4,6% tra 2015 e 2016 negli over-75)".

"Alla base di tale divario enorme e che attiene alla vita e al benessere dei cittadini, c'è la difficoltà di accesso a servizi sanitari efficienti per una consistente fetta di popolazione residente nel sud Italia - denuncia il presidente Carlo Rienzi - Eppure chi risiede nel Mezzogiorno contribuisce al pari degli altri cittadini a finanziare il Ssn attraverso le tasse, ricevendo in cambio meno servizi e di qualità peggiore rispetto al nord".

Fra 10 anni in Italia ci saranno 6,3 milioni di anziani non autonomi.

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