Maxisequestro falsi Yves Saint Laurent

Bruno Cirelli
Aprile 19, 2018

Un tesoro di circa 25 milioni di euro sottratto all'industria del falso sulla rotta Buenos Aires- Como- Milano.

I rappresentanti legali delle due società comasche sono stati denunciati per i reati di contraffazione, frode nell'esercizio del commercio e ricettazione.

Un maxi sequestro di 165.785 capid'abbigliamento e accessori con marchio contraffatto "Yves SaintLaurent" del valore di circa 25 milioni di euro è statoeffettuato dai militari della Guardia di Finanza di Como chehanno perquisito due società comasche operanti nel commercioall'ingrosso e al minuto di capi di abbigliamento, trovandonumerosi bancali di sciarpe, cravatte e pochette provenientidalla Cina con il marchio "Yves Saint Laurent" e la dicitura "Made in Italy". Insospettiti dall'incongruenza tra la provenienza dei prodotti e l'attestazione di origine italiana, i finanzieri, con l'ausilio di una società delegata da vari brand internazionali ad effettuare perizie sui rispettivi prodotti, hanno rilevato che i 55.242 capi e accessori stoccati erano falsi e privi della licenza al commercio da parte della maison parigina. Nel corso della perquisizione sono stati trovati ulteriori 110.543 articoli contraffatti. Ricostruendo i passaggi commerciali, è emersoche una società argentina, con sede a Buenos Aires, la qualeaveva dichiarato falsamente di essere licenziataria del marchiofrancese, aveva commissionato la produzione dei capid'abbigliamento a una società di Milano la quale, comeintermediaria, aveva trasmesso l'ordine di acquistoe le etichette a due imprese comasche. Questi ultimi acquistavano i prodotti in Cina, e poi li giravano a due aziende di Fenegrò e Lonate Ceppino per ultimarli con operazioni di ricamo e le etichette. Non è da escludere che sia coinvolto, a sua insaputa, anche il magazzino "Saks 5th Avenue" di New York, dove vennero appunto segnalati, nel settembre 2017, prodotti falsi con marchio YSL. Quello relativo a tutti i beni contraffatti nel triennio supera complessivamente i 150 milioni di euro.

Proseguono ora le indagini delle Fiamme Gialle comasche nella prospettiva di aggredire patrimonialmente i profitti maturati illecitamente. Un intervento con lo scopo di colpire, nella sua globalità, il fenomeno della contraffazione che costituisce ostacolo alla crescita ed alla realizzazione di un mercato pienamente concorrenziale.

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