Ispettori entrano a Douma

Bruno Cirelli
Aprile 19, 2018

Il reportage di Robert Fisk, uno dei pochi giornalisti occidentali che sono riusciti a raggiungere la cittadina siriana occupata fino a pochi giorni fa dalle milizie terroriste, parrebbe confermarlo. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha respinto le accuse e la Russia ha detto che mercoledì la zona di Douma sarà stata completamente messa in sicurezza e potrà garantire l'incolumità degli ispettori. Assad, va ricordato, sta vincendo e molto probabilmente vincerà. "Assad e i russi bloccano il lavoro degli ispettori Opac", denuncia la premier britannica Theresa May, mentre gli americani accusano direttamente i russi di avere "manipolato il sito di Douma".

Il cardinale ha richiamato fortemente la comunità internazionale a esaminare sul posto le responsabilità delle violenze e in particolare si è rivolto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu a cui chiede di appurare la verità sull'uso di armi chimiche contro la popolazione. Tutto il tempo, dunque, per mettere al sicuro ogni cosa e trasferirsi altrove.

Ultime notizie. Trattative governo: si avvicina l'esito della trattativa sul governo che ha accompagnato l'Italia nell'ultimo mese. Ha il piede in due scarpe e per ora le sa calzare bene: da un lato mantiene la lealtà ai giochi atlantisti, ostentando comunque di avere un ruolo militare che molti oggi erroneamente mettono al secondo piano (in primis noi), e dall'altro sta dicendo al Cremlino che ora in Europa il Cancelliere comanda "leggermente" meno (pur continuando a fare accordi sottobanco sul gas con la Russia). La televisione di Stato aveva infatti riferito di un'aggressione, senza però precisare l'origine dei razzi. La difesa aerea, riferisce la Dpa citando le fonti, sarebbe sì stata attivata, ma si sarebbe trattato di un falso allarme.

Rimane poi la malattia dell'Occidente: l'ipocrisia. La situazione in Siria è confusa e le informazioni provenienti da un simile scenario bellico lo sono altrettanto. Rimane perfettamente aperta la possibilità che gli attacchi chimici siano stati condotti dai ribelli; questa, lo ripeto, è una possibilità. Da un lato, esso appare come un tentativo di contare nella vicenda siriana secondo la canonica modalità dell'intervento umanitario; intervenire, cioè, per sanzionare un crimine contro l'umanità che può essere risolto ormai unilateralmente, bypassando il coinvolgimento delle Nazioni Unite, che discutevano da giorni sulla creazione di una commissione d'inchiesta sull'utilizzo delle armi chimiche.

Hanno poco da stracciarsi le vesti i sostenitori dei bombardamenti umanitari o la loro triste controparte rappresentata finti antimperialisti e rossobruni vari. "Le Stagioni Russe sono diventate un vivido esempio di quanto la cultura e l'arte possano influenzare il miglioramento e lo sviluppo delle relazioni internazionali", ha sottolineato il Sottosegretario e Vice-Ministro della Cultura della Federazione Russa Alexander Zhuravski.

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