Istat: a prezzi al consumo +0,8%

Barsaba Taglieri
Aprile 18, 2018

Come si può osservare nel nostro Calendario Economico, la rilevazione mese su mese diffusa poco fa dall'Ufficio Nazionale di Statistica inglese ha fatto registrare una crescita dello 0,1%, valore inferiore rispetto al +0,3% stimato dal consensus degli analisti rilevato da Bloomberg. Nel mese di febbraio, i prezzi al consumo nel Regno Unito erano cresciuti dello 0,4%. "Crollano i prezzi pagati agli agricoltori - sottolinea la Coldiretti - dai pomodori (-55,9%) ai peperoni (-32,4%) dai fagiolini (-27,9%) alle patate (-21,6%) rispetto allo scorso anno, mettendo a rischio aziende e posti di lavoro dopo un inverno segnato dai gravi danni provocati dal gelo".

Il rallentamento emerso quest'oggi ha implicazioni anche sull'incremento dei prezzi al consumo anno su anno. Il leggero aumento dei prezzi si deve principalmente all'ampia riduzione della flessione degli Alimentari non lavorati (-0,4% da -3,2%), alla quale si aggiunge l'accelerazione della crescita dei prezzi dei Tabacchi (+2,2% da +0,3%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5% da +1,9%).

La crescita del tasso di inflazione rivista a marzo dall'Istat allo 0,8% porta a +243 euro su base annua l'aggravio di spesa per la famiglia tipo, +313 euro se si considera un nucleo composto da 4 elementi. Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni resta positivo a +0,2 punti percentuali (era +0,5 ai febbraio).L'inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,7% per l'indice generale e +0,2% per la componente di fondo.L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta del 2,3% su base congiunturale e dello 0,9% su base annua (da +0,5% di febbraio). È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat che evidenziano una ripresa del tasso di inflazione a marzo ma nei campi è in atto una grave deflazione per molti prodotti.

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