Cucchi/ Testi in aula: falsificate due relazioni, l'Arma lo sapeva

Bruno Cirelli
Aprile 17, 2018

Roma - Le note sullo stato di salute di Stefano Cucchi nelle ore successive al suo arresto "sono state modificate" e almeno una su esplicita direttiva di alcuni superiori dei carabinieri. E gli stessi vertici fecero in modo affinchè la vicenda venisse presentata con una versione soft nelle varie informative destinate alle autorità giudiziarie. Come sottolinea Repubblica, a processo cinque carabinieri: oggi sono stati ascoltati due militari come testimoni nel processo e, secondo quanto emerso, i vertici dell'arma erano già a conoscenza del pestaggio subito da Cucchi, ben prima che il caso finisse all'attenzione della magistratura e della stampa.

"Trascorsi circa 20 minuti Cucchi suonava al campanello di servizio presente nella cella e dichiarava di aver forti dolori al capo, giramenti di testa, tremore e di soffrire di epilessia". Gli estensori delle due annotazioni di servizio, i carabinieri Gianluca Colicchio e Francesco Di Sano, in aula non le hanno pienamente riconosciute.

Colicchio ha inoltre dichiarato che in data 26 ottobre 2009 ha fatto una sola relazione: "la seconda porta la mia firma, ma io non la ricordo". Nella prima, il militare scrive che Cucchi "riferiva di avere dolori al costato e tremore dovuto al freddo e di non potere camminare"; nella seconda annota che il ragazzo dichiara di "essere dolorante alle ossa sia per la temperatura freddo-umida che per la rigidità della tavola da letto".

Significativo, infine, il racconto del carabiniere scelto Pietro Schirone, della stazione Casilina, che con un collega tradusse Cucchi da Tor Sapienza in tribunale, e che già nel 2009 ai magistrati della Procura di Roma disse che "era chiaro che era stato menato". Versione confermata anche oggi in udienza. "Mi chiesero di farlo perché il primo era troppo dettagliato".

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