Meloni, "Sindaco Pontedera vieta banchetto Fdi: questo è regime"

Bruno Cirelli
Febbraio 9, 2018

"Prove tecniche di regime".

Dopo l'approvazione della mozione sul fascismo e l'utilizzo degli spazi pubblici a Pisa nella seduta del Consiglio Comunale di giovedì 12 dicembre, che impegna la Giunta a modificare i regolamenti comunali per vietare la concessione e l'utilizzo di locali pubblici ai soggetti che si ispirano ai 'valori' del fascismo, del nazismo o che contrastano i valori della Resistenza, cui ha partecipato anche il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, arriva la risposta del capogruppo e capolista alla Camera in Toscana di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli (ndr). Dov'è la voce del nostro Presidente della Repubblica? Voglio sapere da tutta questa gente, se ritengono che sia giusto impedire a Fratelli d'Italia di fare campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018. Spiegazione che non convince gli esponenti del partito di Giorgia Meloni. "Non commento. Racconto solo le cose come stanno per punti". Nel caso di specie la manifestazione politica si è svolta regolarmente. "Se oltre la manifestazione viene richiesta l'installazione di palchi, gazebo o pedane sul suolo pubblico è il Comune tenuto a rilasciarne l'autorizzazione". "Incostituzionale e gravissimo quanto è accaduto a Fratelli d'Italia in Toscana, a Pontedera, dove il sindaco ha impedito lo svolgimento di una manifestazione di un partito dell'arco costituzionale, durante la campagna elettorale - dichiara Isabella Rauti, candidata al Senato con Fratelli d'Italia - Insieme a Giorgia Meloni chiediamo al presidente della Repubblica Mattarella di prendere posizione su questa vergognosa violazione dei diritti fondamentali e costituzionalmente riconosciuti; si è operata una censura degna del peggiore regime di sinistra, che si vorrebbe imporre all'Italia".

"Alle grida ed alle rimostranze del segretario nazionale di Fratelli d'Italia non rispondo da sindaco - conclude Millozzi - perché dal punto di vista amministrativo non ho nulla da aggiungere".

Da cittadino però una domanda, "non urlata ma garbata e cortese", Millozzi la rivolge a Giorgia Meloni: "Perché il suo partito si è così prodigato per alterare un modulo e toglierci una frase richiamante leggi nazionali che vietano la ricostituzione del partito fascista e l'istigazione all'odio razziale?".

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