Oggi al cinema Tirreno il film su Fabrizio De André

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 26, 2018

A partire dalle 20, poi, tutte le sale del Circuito Cinema hanno aperto le porte per proiezioni scaglionate, e al ritiro biglietti (andati esauriti in pochi giorni) c'era chi addirittura, rimasto senza, ha tentato di acquistarli da chi era in fila. E poi perché in Italia non si è abituati a vedere star di questo tipo dividere i palchi (il tour Banana Republic di Francesco De Gregori e Lucio Dalla arriverà solo nell'estate del 1979). Un esperimento nuovo per un prodotto fuori dagli schemi. E a questa frase si ispira il titolo di FABRIZIO DE ANDRÉ. La sua messa in onda televisiva, invece, è prevista per il 13 e 14 febbraio 2018 su Raiuno.

Aggiunge Angelo Barbagallo, produttore Bibi Film: "Produrre Fabrizio De André-Principe Libero è stata un'esperienza speciale come speciale è stata la reazione del pubblico". Chi lo desidera può tentare dunque la fortuna mercoled ì: il Corallo e il City hanno aggiunto due proiezioni, una alle 20.15 e una alle 20.30, per andare incontro alle richieste inarrestabili.

Chiude Franco di Sarro, AD di Nexo Digital: "Come Nexo Digital siamo felicissimi di questo risultato". Le sigarette steso sul divano, i dubbi nel letto, il bicchiere nella mano, lui macerato che sembra perdere la partita al tavolo con la paura, i palcoscenici bui, quella sera che non le tolse lo sguardo di dosso, la nascita di Luvi, il freddo nel sequestro in Sardegna nel '79 e quella volta che lui le disse: "A te non ti canterei mai".

"Principe" e "libero", due parole che, accostate, raccontano molto bene De André: il magnetismo e il naturale distacco di un principe, sempre pronto a raccogliere e ad appassionarsi alle storie dei diversi, degli ultimi, dei diseredati, e a farne parabola, canzone, preghiera; la ricerca della libertà e il racconto di un viaggio fatto "in direzione ostinata e contraria", per usare i versi di una sua canzone, che lo hanno reso il testimone e il cantore dell'uomo e della sua divina imperfezione, promuovendone valori come la tolleranza, il perdono, la comprensione, il rispetto, l'amore. Ma niente da fare: troppe aspettative, troppa curiosità, De André non aspetta.

Una storia che funziona, che il regista Luca Facchini, quasi un esordiente, ha affidato nelle mani di quello che oggi è forse il miglior attore italiano, quel Luca Marinelli semplicemente meraviglioso in "Non essere cattivo" e convincente in "Lo chiamavano Jeeg Robot" e che ha subito chiarito come stavano le cose: "Non interpreto De Andrè, lo rappresento".

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