In cinque piazzele "arance della salute"

Barsaba Taglieri
Gennaio 26, 2018

L'iniziativa per sostenere la ricerca sarà supportata dai volontari del Fondo Edo Tempia che saranno presenti a Biella in piazza della Santissima Trinità, a Cossato in piazza della chiesa, a Ponzone in piazza XXV Aprile, a Crocemosso in piazza della chiesa e a Valle Mosso in piazza del municipio. Con una donazione di 9 euro sarà possibile ricevere una reticella da 2,5 kg di arance e una guida con preziose informazioni per la selezione dei cibi da portare in tavola e per una lettura consapevole delle etichette alimentari.

Sabato 27 gennaio l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro apre ufficialmente il nuovo anno di raccolta fondi insieme ai suoi 15 mila volontari impegnati in oltre 2.700 piazze per distribuire le "Arance della Salute", simbolo dell'alimentazione sana e protettiva grazie alle loro straordinarie proprietà.

Con la prima squadra già in Sicilia per la gara di domenica a Capo d'Orlando, la Virtus sarà rappresentata dalla squadra under 18, campione d'Italia di categoria in carica.

Il cancro resta certo una malattia terribile, ma oggi, dice l'Airc, possiamo contare su test per la diagnosi precoce come mammografia, ricerca di sangue occulto nelle feci e terapie sempre più efficaci. Il cibo che consumiamo diventa un alleato per la prevenzione, se insieme eliminiamo i fattori di rischio più importanti come il fumo e la sedentarietà. Lo dimostrano grandi studi internazionali, come EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), realizzato grazie anche al contributo di AIRC. La sana alimentazione però non basta.

L'immagine della campagna delle Arance della Salute vede protagonisti Andrea De Censi, ricercatore e direttore dell'Oncologia medica presso l'Ospedale Galliera di Genova, in rappresentanza dei circa 5.000 scienziati sostenuti da AIRC. Eccola: 0-5-30 e significa zero sigarette, cinque porzioni al giorno di frutta e verdura e trenta minuti di esercizio fisico. Un cambiamento importante che comporta un ulteriore impegno economico, ma che consentirà ai ricercatori di lavorare in modo ancora più organico e strutturato.

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