Mafia, Dell'Utri e Berlusconi nuovamente indagati per le stragi del '93

Bruno Cirelli
Ottobre 31, 2017

Silvio Berlusconi si ritrova di nuovo indagato, con Marcello Dell'Utri, nell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, che colpirono Firenze, Roma e Milano.

La procura, titolare dell'inchiesta sulle stragi del '92/'93, che già altre due volte aveva aperto un'inchiesta su Berlusconi - l'ultima è stata archiviata nel 2011 -, avrebbe ottenuto dal gip la riapertura del fascicolo a carico dell'ex Cavaliere e di Dell'Utri, dopo aver ricevuto da Palermo le intercettazioni del colloqui in carcere del boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano, condannato all'ergastolo per le stragi, effettuate nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. "In mezzo la strada era Berlusca... lui voleva scendere... però in quel periodo c'erano i vecchi... lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa...".

I nomi dell'ex premier e dell'ex senatore Dell'Utri, anche di lui (in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa) parlerebbe Graviano nelle intercettazioni, sono stati iscritti con intestazioni che dovrebbero coprirne l'identità, come nelle precedenti inchieste sui presunti mandanti nascosti delle stragi. Parole che il legale difensore di Berlusconi, l'avvocato Nicolò Ghedini, bolla come "illazioni e notizie infamanti prima del voto, non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano". "L'impressione è che a venticinque anni dalle bombe, sia ancora tutto fermo a un quarto di secolo fa - è il commento di Attilio Bolzoni -". In particolare, nelle indagini si fa riferimento agli attentati che ci furono a Firenze, a Roma e a Milano. Ti ho portato benessere.

A far riaprire l'indagine le parole pronunciate in carcere dal boss Giuseppe Graviano, intercettato in carcere durante una conversazione con il suo compagno dell'ora d'aria, il camorrista Umberto Adinolfi.

La strage di via dei Georgofili avviene a Firenze, nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993: un autobomba esplode in quella via, a pochi passi dalla Galleria degli Uffizi. Firenze ha riaperto, Caltanissetta sta valutando. E anche qui muoiono cinque persone. Nessun morto, una ventina di feriti e tanti danni.

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