Clima, nuovo record di CO2 nell'atmosfera. "Aumento pericoloso della temperatura"

Bruno Cirelli
Ottobre 31, 2017

L'attuale livello di concentrazione è pari al 145% rispetto a quello a quello del periodo pre-industriale (1750 anni fa).

C'è da preoccuparsi: di questo passo, in venti anni arriveremo alle 450 ppm. La rapida crescita dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera e degli altri gas serra daranno luogo a una serie di cambiamenti senza precedenti nei sistemi climatici, portando a gravi problemi ecologici ed economici. La cui preoccupazione è stata condivisa da Oksana Tarasova, capo della divisione di ricerca sull'ambiente atmosferico di WMO: "Stiamo assistendo a un incremento dell'anidride carbonica nell'aria più veloce di 10 o 20 volte rispetto a quanto osservato nella storia del pianeta".

Come ha spiegato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, oltre che di QualEnergia, in un comunicato dell'associazione "questo risultato certo non basta". Da segnalare che la soglia di pericolo da non superare era stata fissata a 350 parti per milione.

"È evidente - ha aggiunto - che occorre rapidamente arrivare a ridurre le emissioni mondiali". Lo confermano i dati diffusi ieri dalla Wmo, l'organizzazione meteorologica mondiale, l'agenzia dell'Onu che monitora clima e atmosfera.

Dunque segnali preoccupanti in atmosfera, ma anche notizie positive dal pianeta. Gli ultimi anni hanno visto una enorme diffusione di energie rinnovabili ma dobbiamo ora raddoppiare i nostri sforzi per assicurare che queste nuove tecnologie a basso tenore di carbonio siano in grado di crescere e prosperare. Gli scienziati dicono che questi risultati rendono gli obiettivi climatici globali sempre più lontani. Secondo l'agenzia, nelle osservazioni dirette, non si sono visti livelli di concentrazione di CO2 simili in 800mila anni. Circa il 40% del metano è emesso da fonti naturali come paludi e termitai (e lo scioglimento del permafrost peggiora le cose, aumentando le emissioni da materiali in putrefazione dopo lo scioglimento dei suoli ghiacciati) mentre il 60% è di origine umana, come allevamenti di bestiame, coltivazioni di riso, sfruttamento dei combustibili fossili, discariche di rifiuti e combustione di biomasse come il legno.

Gli inquinanti che avvelenano l'aria sono da record. Anche l " N2O svolge un ruolo importante nelle distruzione dello strato di ozono stratosferico che ci protegge dai raggi ultravioletti emessi dal sole. La sua concentrazione atmosferica nel 2016 era di 328.9 parti per miliardo, che è il 122% in più del livello pre-industriale.

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