Orsetti Gommosi Haribo: documentario svela un retroscena raccapricciante

Paterniano Del Favero
Ottobre 30, 2017

Secondo il documentario, gli uomini che estraggono la cera lavorano in piantagioni per 40 real al giorno, all'incirca 10 euro, senza alcuna tutela: nessuna norma di sicurezza, sono costretti a dormire all'aperto o in camion. Così, secondo un'inchiesta della tv tedesca pubblica Ard, vivono i lavoratori che permettono agli orsetti gommosi Haribo di finire sugli scaffali di negozi e supermercati. La società con sede a Bonn ha aperto un'indagine interna sulla questione. Condizioni scandalose che hanno suscitato scalpore e messo l'azienda sotto accusa per schiavitù della manodopera. Gli operai, inoltre, come detto non avrebbero nemmeno accesso ai bagni e sarebbero costretti a bere acqua non filtrata direttamente dai fiumi. Tra i lavoratori ci sarebbero anche dei minorenni.

Sono uno dei simboli del mondo dei bambini, uno dei dolci più amati dai più piccoli e famosi al mondo. Per ottenere la gelatina utilizzata nelle proprie caramelle, infatti, la Haribo si rifornisce presso un'azienda terza, la Gelita, che ha gli allevamenti di suini nella Germania settentrionale. La denuncia alla Haribo arriva dalla serie di documentari tedeschi Markenchek, ovvero "Check brand", che si occupa di analizzare le condizioni di lavoro dei grandi marchi di produzione. Gli ingredienti base degli 'Orsetti d'oro' (Goldbaeren) al sapore di frutta - di cui esistono anche altre varianti, dagli animali da fattoria ai dinosauri assortiti, dai coccodrilli ai fenicotteri (che però sono tutti rosa) - annoverano zucchero, sciroppo di glucosio, amido, aromi di frutta, coloranti, acido citrico e gelatina.

"Siamo preoccupati dalle immagini mostrate nel programma - ha dichiarato il responsabile dell'ufficio stampa del gruppo Haribo - perché le condizioni di lavoro che abbiamo visto nel documentario nelle piantagioni brasiliane sono incredibili". La gelatina, infatti, viene si ottiene utilizzando le parti povere del maiale, come la cotenna, zampe, testa, coda, lingua ed orecchie. L'azienda, dopo le accuse emerse dal documentario, si è difesa asserendo di non essere a conoscenza della "violazione delle linee guida", emersa invece dal lavoro di alcuni giornalisti tedeschi, ma si è resa disponibile a fare chiarezza sull'operato dei suoi fornitori.

"Haribo è la bontà che si gusta a ogni età" recita il jingle pubblicitario dell'azienda, cantato dalla voce innocente di un bambino. "Non possiamo accettare il mancato rispetto degli standard sociali ed etici".

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