Mafia Palermo, il boss ordina l'omicidio della figlia innamorata di un carabiniere

Bruno Cirelli
Ottobre 30, 2017

Blitz dei carabinieri in provincia di Palermo. I militari, supportati da unità cinofile e da un elicottero del 9° Nucleo palermitano, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 16 persone ritenute ai vertici di Cosa Nostra. Il primo nome della lista è quello del boss di Bagheria: Scaduto era stato arrestato nell'ambito dell'Operazione Perseo nel 2008 e sei mesi fa era tornato in libertà. Secondo la Procura antimafia palermitana, infatti, le cimici piazzate nei luoghi di ritrovo del boss avrebbero portato alla luce un piano omicida ai danni della stessa figlia: condannata a morte dal padre solo perché innamorata di un giovane maresciallo dei carabinieri. "Tua sorella si è fatta sbirra", diceva l'uomo al figlio per convincerlo, ma questo, rivolto ad un amico, aveva confessato: "Io non lo faccio, il padre sei tu e lo fai tu... io non faccio niente... mi devo consumare io?"

Il boss è adesso di nuovo in cella, assieme ad altri quindici presunti affiliati.

Sono state accertate "una pluralità di condotte estorsive compiute da esponenti apicali del Mandamento mafioso di Bagheria ai danni di imprenditori locali i quali, operanti nel settore edile e nella fornitura di acqua minerale, sono stati costretti a consegnare ingenti somme di denaro a titolo di pizzo, ovvero ad assumere soggetti contigui all'organizzazione mafiosa".

Le porte del carcere si sono aperte anche per Giacinto Di Salvo, considerato esponente di spicco della consorteria mafiosa e già a capo del mandamento mafioso di Bagheria dal 2011 fino al maggio 2013, quando è stato arrestato nell'ambito dell'indagine denominata Argo. All'epoca del suo precedente arresto, a Scaduto, scarcerato lo scorso aprile, era stato riconosciuto il ruolo di promotore nella ricostruzione della commissione provinciale di Cosa nostra. E tra gli arrestati di oggi figura anche Giovanni Trapani ritenuto fino al 2010 a capo della famiglia mafiosa di Ficarazzi, destinatario di misura cautelare nell'ambito dell'operazione Iron men. Le indagini hanno permesso di ricostruire l'ascesa al potere e all'amministrazione della famiglia diventando reggente e cassiere del mandamento bagherese.

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