Stronger: trailer italiano ufficiale del film con Jake Gyllenhaal

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 29, 2017

Quando alla Festa del Cinema di Roma 2017 Jake Gyllenhaal entra in sala per la conferenza stampa di "Stronger" (qui la recensione) in compagnia di Jeff Bauman, capiamo subito che l'attore è stato bravissimo: non per la somiglianza fisica, del tutto ininfluente, ma perché la dolcezza di Bauman è la stessa che abbiamo visto nel film sul volto di Gyllenhaal, chiamato a portare sullo schermo la vera storia del ragazzo che perse le gambe nell'attentato alla maratona di Boston nel 2013.

Jake Gyllenhall e Jeff Bauman calcheranno il red carpet della Festa del Cinema di Roma intorno alle 18.45.

E a questo proposito Bauman fa su Gyllenhaal una riflessione molto bella: "Jake ha fatto un ottimo lavoro, e non solo dal punto di vista fisico".

"Nella vita dobbiamo affrontare ogni genere di trauma e io non mi vedo affatto come un eroe - continua Bauman - Per me sia il libro (uscirà anche in Italia, ndr) che il film sono modi per mostrare che è possibile andare avanti, uscire dall'isolamento nel quale il dolore ci fa sprofondare".

In questo il film non sembra prendere una strada ben delineata, annaspando tra una velata critica al sistema della vetrinizzazione di un uomo vittima di un attentato, con quella già citata ossessione della ricerca dell'eroe, e con Jeff Bauman che in realtà non comprende esattamente come i suoi terribili trascorsi possano garantirgli questa etichetta, e il rovescio della medaglia, ovvero quel "Boston Stronger" che fuoriesce improvvisamente e con forza, dando a Bauman/Gyllenhaal nuova linfa e il coraggio di caricarsi metaforicamente sulle spalle una nazione. Lo scopo del film è quello di tendere la mano a chi ne ha bisogno... La durezza ed il forte impatto visivo di alcune scene è indubbiamente un pugno allo stomaco, che anzi ci sentiamo di segnalare per i più sensibili, ma ad opera conclusa, a parte la stima infinita per come Bauman ce l'abbia fatta a ripartite, Stronger cinematograficamente ci dà davvero poco altro. Il messaggio è semplice: arrendersi è la sconfitta più grande.

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