Lazio, Lotito sulla visita alla sinagoga: "Famo sta sceneggiata"

Rufina Vignone
Ottobre 28, 2017

Ieri il presidente della SS Lazio, Claudio Lotito, si è recato alla Sinagoga di Roma per cercare di placare le tensioni tra la comunità ebraica e la tifoseria biancoceleste.

Le polemiche si sono accese già in mattinata, quando il quotidiano Il Messaggero ha pubblicato alcune dichiarazioni che Lotito avrebbe fatto lunedì sera in aeroporto, mentre si recava da Milano a Roma per rendere gli omaggi floreali in Sinagoga. Lì l'avrebbero gettata alcuni ragazzi della stessa comunità ebraica. "Secondo lei è giusto che un padre di famiglia che magari rinuncia a comprare le scarpe al figlio perché ha questa passione e vuole portarlo allo stadio poi io non lo faccio entrare?", la conclusione di Lotito. "Solo il rabbino c'è?", chiede al suo interlocutore che probabilmente gli dice che il rabbino è a New York. "Er vice-rabbino ci sarà?", chiedeva il patron biancoceleste ai suoi collaboratori. Non valgono un ca... questi. "E famo 'sta sceneggiata", diceva Lotito sull'aereo. Lotito ha posto davanti il tempio ebraico una corona di fiori in memoria delle vittime della shoah.

La corona di fiori deposta da Lotito è stata ritrovata nel Tevere.

Abbondano intanto sui social le dimostrazioni di solidarietà. Un gesto non sorprendente da parte della comunità ebraica romana, spesso salita agli onori delle cronache per gesti violenti, come l'aggressione alcuni anni fa ad alcuni attivisti del teatro Valle, invitati in pieno stile mafioso a "non mettere mai più piede" nel quartiere ebraico.

Se confermate, ovviamente, le frasi riferite dagli organi di stampa in queste ore sarebbero estremamente gravi e non sarebbe la prima volta che Lotito finisce sulla bocca di tutti per frasi pronunciate a microfoni spenti: infatti, tutti ricorderete l'episodio in cui il presidente di Salernitana e Lazio si lamentava del pericolo della promozione in Serie A di squadre non blasonate arrecato nei confronti dell'appeal del campionato.

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