Truffe e raggiri online. Operazione Carabinieri dall'Emilia Romagna alla Basilicata

Bruno Cirelli
Ottobre 16, 2017

Madre e figlio da Scafati si erano trasferiti a Reggio Emilia per fondare un'organizzazione di esperti in imbrogli sul web con almeno 18 complici.

I carabinieri di Reggio Emilia, insieme ai colleghi di varie regioni, stanno facendo arresti e perquisizioni in Emilia-Romagna, Piemonte, Basilicata, Lombardia e Campania.

In totale la banda, in quattro anni di attività, avrebbe messo a segno circa 500 colpi per centinaia di migliaia di euro. Dalle 'sexy-truffe' ai falsi biglietti per concerti di beneficienza, dalle offerte di lavoro che non c'erano alle inesistenti case vacanze. Si tratta dell'operazione 'Deep Impact', nei confronti di 18 indagati per associazione per delinquere, truffa aggravata, ricettazione, sostituzione di persona, uso indebito di carta di credito, estorsione e falso in atto pubblico. L'inchiesta dei carabinieri di Reggio Emilia ha visto, per la prima volta in Emilia Romagna, secondo un recentissimo orientamento della Suprema Corte di Cassazione, il riconoscimento dell'aggravante della "minorata difesa" con riguardo alle truffe on-line, atteso il principio secondo il quale la "debolezza contrattuale" di chi, in rete, non ha la possibilità di verificare l'affidabilità del "venditore", è stata ritenuta un'aggravante delle truffe, con conseguente possibilità di applicare misure cautelari anche per tali tipologie di reato, che altrimenti non sarebbero consentite. A contribuire allo smascherare le truffe hanno partecipato anche i servizi di diverse trasmissioni televisive come Striscia la notizia e le Iene. Infine, la 25enne napoletana Antonietta Flaminio, residente a Scandiano, è stata sottoposta a obbligo di firma e di dimora.

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