Obbligatoria l'indicazione di origine per il latte ei derivati

Paterniano Del Favero
Ottobre 16, 2017

"Raccogliamo i frutti della mobilitazione messa in campo per tutelare dalle imitazioni, contraffazioni e mistificazioni commerciali uno dei prodotti simbolo dell'agricoltura nazionale". È scaduto infatti il termine dei 180 giorni concessi dal decreto ai produttori per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura utilizzato prima della entrata in vigore della legge.

D'ora in avanti scatta l'obbligo di indicare in etichetta l'origine del latte nei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi e yogurt.

La norma Ue. Gli obblighi si applicano al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Se il latte è stato munto e trasformato in un unico Paese, l'indicazione di origine sarà, ad esempio: 'origine del latte'. Se invece le operazioni indicate sono svolte in diverse nazioni dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Ecco quali diciture è possibile trovare: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Per il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo "si tratta anche di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella l'impegno per la trasparenza". "Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri". Secondo la quale verranno così garantiti livelli di sicurezza e qualità della produzione italiana.

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