Concorso all'ISIA di Faenza: lo vince la presidente della commissione

Bruno Cirelli
Ottobre 16, 2017

Oggi, dopo la pubblicazione dell'articolo e la bomba esplosa sul caso, è arrivato lo stop da parte del Ministero dell'Istruzione che ha deciso l'annullamento della graduatoria del bando per un posto di insegnante di Antropologia culturale presso l'Isia di Faenza. A finire sotto la luce dei riflettori è stata la professoressa Mariella Paderni, direttrice dell'istituto faentino, che è finita sulla stampa nazionale per un caso che potrebbe avere conseguenze molto serie. Nell'articolo si denunciava il fatto che "la presidente della Commissione esaminatrice, candidata essa stessa, si sarebbe auto-assegnata il posto".

E così il ministero della Pubblica Istruzione ha annullato il bando per l'assegnazione del contratto di collaborazione coordinata e continuativa del valore di 4880 euro lordi e allo stesso tempo non esclude eventuali provvedimenti disciplinari. La graduatoria, pubblicata lo scorso 25 settembre, è stata infatti approvata dalla direttrice dell'Isia a seguito di una selezione operata da una commissione presieduta da lei stessa e che le ha assegnato il contratto. Dal ministero invece l'ipotesi che "la situazione, di sicuro un caso particolare, sarebbe stata valutata insieme alla presidente dell'Isia di Faenza, ossia il superiore diretto della professoressa Paderni, autoproclamatasi vincitrice".

Dalle prime verifiche, "in attesa di tutta la documentazione, appare comunque evidente - spiega Fedeli - l'irregolarità di una procedura e di un atto con palesi conflitti di interesse". A seguito di ulteriori approfondimenti, si legge nella nota della ministra, "sarà poi possibile un intervento di natura disciplinare".

Domenica, sul sito dell'istituto finito nell'occhio del ciclone, è comparsa una nota che riporta l'annullamento della graduatoria "in autotutela dell'elenco definitivo idonei per la materia "Antropologia culturale".

"Non vogliamo nessuna ombra", conclude Fedeli, spiegando che le Isia sono istituzioni educative e di alta formazione. Non possiamo permettere che permanga il minimo dubbio sulle modalità con cui si accede ai contratti e, dunque, all'insegnamento. Avevo fiducia nel ministro Fedeli, che viene dal sindacato e a questi problemi è attenta, e ho fatto bene. E funzionano meglio anche grazie alla spinta dei giornali.

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