Avellino, Novellino: "Tutti dovranno dare qualcosa in più, così vinceremo il derby"

Barsaba Taglieri
Ottobre 14, 2017

"Arriviamo al derby con la volontà di fare una grande partita". Penso che chi scenderà in campo darà quello che ha dentro. In queste gare conta sempre più la testa che la tattica.

Prima vittoria coi lupi nel derby dello scorso anno: "E' stata una gioia venendo da due sconfitte: fu giocata una grande partita nel derby del Partenio dello scorso anno".

LA SALERNITANA - "E' una squadra ben organizzata".

Apporto del pubblico irpino: "Vedere lo stadio pieno significa che stiamo facendo qualcosa di speciale: vogliamo continuare su questa squadra". "Dobbiamo mettere qualcosa in più in campo". Ad attendere i granata ci sono i biancoverdi che con 13 punti tallona le capoliste Empoli, Palermo e Frosinone, distanziate di una sola lunghezza. C'è la possibilità che giocatori come Gigi giochino: quando è entrato ha sempre fatto bene. L'Avellino può contare su un gruppo piuttosto esperto (l'età media è di 26,4 anni) che rappresenta un giusto mix tra vecchio e nuovo: confermati alcuni perni della scorsa stagione, come l'ex Laverone, Migliorini, Paghera, Ardemagni e i fedelissimi D'Angelo e Castaldo, la squadra si è rinforzata con gli innesti, tra gli altri, del giovane Leonardo Morosini, trequartista dotato di un'ottima tecnica di base e visione di gioco (che potrebbe saltare la sfida per qualche problema fisico), il centrocampista classe '90 Emanuele Di Tacchio, che ha donato solidità e geometrie alla mediana di Novellino, i difensori centrali Suagher, Kresic e Marchizza, oltre all'esperto terzino sinistro Simone Rizzato.

Sugli accorgimenti tattici provati contro Rosina e Sprocati: "A me piace parlare molto dei miei calciatori". Noi stiamo facendo bene con i fatti. Noi dobbiamo andare avanti nella nostra strada. Se parliamo di singoli, Morosini ha ancora qualche problemino, mentre gli altri sono tutti a disposizione.

Erk Gliha: "E' un ragazzo che ha un buon piede e dalle buone qualità".

Con Bollini: "E' stato un mio allenatore quando ero alla Sampdoria". Noi allenatori dobbiamo convivere con tutto.

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