Catalogna: banche in fuga, temono "guerra civile"

Paterniano Del Favero
Ottobre 7, 2017

Domani il governo spagnolo potrebbe inoltre approvare un decreto legge per facilitare lo spostamento delle sedi delle società catalane fuori dalla Catalogna. L'elenco delle aziende pronte ad abbandonare Barcellona è lungo, e comprende per esempio la compagnia assicurativa Catalana Occidente e Coca-Cola European Partners, che è il più grande imbottigliatore per l'Europa della bevanda americana, ma nessuno immaginava che la fuga sarebbe iniziata così presto. Il trasferimento delle sedi sociali permette alle banche di rimanere sotto 'l'ombrello' della Bce nell'ipotesi di una secessione...

I due istituti di credito da diversi giorni provano a tranquillizzare i loro clienti che i soldi depositati nei loro conti sono pienamente garantiti, indipendentemente da come evolverà la situazione politica.

La sfida indipendentista catalana provoca le prime conseguenze nel mondo finanziario.

In ripiegamento anche CaixaBank, altro istituto di Barcellona che oggi ha in calendario un consiglio di amministrazione con all'ordine del giorno la valutazione di un trasferimento della sede a Madrid.

Dopo una riunione straordinaria, i vertici della seconda banca catalana hanno preso la decisione senza attendere lunedì, quando il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, promette di proclamare l'indipendenza della Catalogna. Ma il colpo definitivo potrebbe darlo Caixa, che è la più grande cassa di risparmio d'Europa e la terza banca spagnola e che ha convocato per oggi il consiglio di amministrazione per discutere il trasferimento del suo quartier generale fuori dalla Catalogna.

Sul fronte interno, la Corte costituzionale ha bloccato la dichiarazione di indipendenza, decretando la sospensione precauzionale della sessione del Parlamento catalano prevista per lunedì prossimo.

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