Marsala: maxi sequestro di immobili dove giovani donne erano costrette a prostituirsi

Bruno Cirelli
Ottobre 6, 2017

Per gli investigatori, avrebbero messo su un'organizzazione che gestiva gli incontri tra le giovani donne e i clienti. Si tratta di vere e proprie case chiuse gestite da un marsalese, Matteo Giacalone, 66 anni, e una donna ecuadoregna, Hernandez Hortiz Mariza Hivilin, 48 anni.

Due persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Marsala perché accusati di sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione. La donna è stata posta agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico mentre l'uomo è stato condotto in carcere.

Quando si allontanava dall'Italia affidava il business ad F.T., marsalese di 61 anni, che si occupava della gestione delle sistemazioni, del trasporto e delle esigenze delle prostitute. Giacalone forniva alle ragazze indicazioni logistiche su come raggiungere Marsala, si recava a prelevarle al loro arrivo e le conduceva nelle case di appuntamento a cui erano destinate. I dettagli dell'inagine verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà a breve nei locali del Comando provinciale carabinieri di Trapani. L'esecuzione dell'ordinanza ha portato anche al sequestro preventivo di 8 immobili nella disponibilità degli indagati ove veniva espletata l'attività di meretricio, di cui 7 dislocati per la maggior parte nel centro di Marsala ed uno a Mazara del Vallo, impedendo così la prosecuzione dell'attività criminale. Altre persone sono state denunciate.

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