Cacciato di casa perché gay, riceverà un assegno di mantenimento dai genitori

Bruno Cirelli
Ottobre 6, 2017

Il Tribunale ha accolto parzialmente la richiesta del 18 enne, assistito dall' avvocato Salvatore Simioli, ed ha motivato la decisione con la sua "mancata indipendenza economica".

Francesco forse non avrebbe mai immaginato di arrivare a quel punto, cacciato di casa insieme al suo fidanzato qualche settimana fa a causa della sua omosessualità. La madre, in quanto affidataria dei figli nella fase di separazione da suo marito, aveva ottenuto l'assegnazione di quell'abitazione. Nell'ordinanza del giudice si assume che il ragazzo non convive con la madre per mancato consenso manifesto della donna e che "anche se maggiorenne non ha raggiunto l'indipendenza economica e pertanto risulta beneficiario dell'assegnazione della casa familiare in quanto e se convivente con la madre; e che pertanto non risulta data piena esecuzione all'ordinanza presidenziale" che riconosceva il diritto anche di Francesco a vivere nella casa della famiglia.

Un ragazzo napoletano allontanato da casa perché omosessuale otterrà un assegno di mantenimento dai genitori separati.

Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Napoli Nord Valentina Ferrara.

Sulla vicenda è intervenuto anche Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli: "La solerzia con la quale ha agito il nostro Sportello Legale guidato dall'avvocato Simioli e la solidarietà della nostra rete nazionale Lgbt (che ha consentito di poter dare accoglienza ai due ragazzi, prima a Napoli e ora a Roma) e la vicinanza delle Istituzioni (a partire dal Sindaco di Casoria, Pasquale Fuccio) stanno restituendo lentamente dignità alle vite di due giovani ragazzi vittime di una storia triste e profondamente ingiusta". Un caso del genere porta nuovamente alla ribalta fenomeni di discriminazione e rifiuto verso la comunità LGBT che, talvolta, si annidano all'interno delle mura domestiche.

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