"Separare l'Emilia dalla Romagna": la Lega spinge per il referendum

Bruno Cirelli
Ottobre 4, 2017

Il M5s non ha partecipato al voto perché "quella andata in scena è stata una doppia presa in giro per i cittadini: la prima di Pd e giunta che hanno utilizzato un tema importantissimo come quello dell'autonomia per un puro calcolo elettorale, la seconda portata avanti dalla Lega che ha scambiato l'Assemblea Legislativa per uno stadio sventolando bandiere sotto gli sguardi divertiti del Pd continuando però tranquillamente a restare in aula". Atto dimostrativo della Lega Nord mentre il presidente Stefano Bonaccini stava illustrando il processo: i consiglieri del Carroccio si sono alzati in piedi esibendo le bandiere di Emilia, Romagna e Catalogna, sollecitando nuovamente la separazione della Romagna. Ma sia chiaro: nella trattativa con il Governo, Bonaccini deve portare a casa come minimo le ventun competenze previste dagli articoli 116 e 117 della costituzione, così come chiediamo noi nella nostra risoluzione. "Altrimenti non stiamo parlando di autonomia, ma di una cosa diversa".

Come in Catalogna, a proposito di cui Fabbri evidenzia "l'assordante silenzio di Bonaccini e della sua Giunta, dopo la violenta repressione da parte del governo spagnolo. Una dichiarazione di solidarietà, se non di vicinanza, era doverosa". Un'iniziativa rivolta più alla Romagna che all'Emilia, visto che è stata presetata come "dare autonomia alla Romagna". Le firme verranno raccolte dopo lo svolgimento dei referendum consultivi per l'autonomia indetti in Veneto e Lombardia. Vogliamo chiamare la gente a esprimersi sull'autonomia e lo vogliamo anche in merito a una specifica autonomia della Romagna: "il nostro punto fermo resta la necessità di un mandato popolare".

"Bonaccini con la sua risoluzione ha dimostrato di non avere a cuore gli interessi dei suoi cittadini - gli fa eco il segretario nazionale dell'Emilia Gianluca Vinci -". Con una scissione, Emilia e Romagna diventerebbero immediatamente più deboli.

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