Referendum, Viviana Beccalossi contro Giorgia Meloni: "Fratelli d'Italia per il 'sì' all'autonomia"

Paterniano Del Favero
Ottobre 4, 2017

Colpo basso inflitto da Giorgia Meloni, Leader di FdI, ai danni della Lega sulla questione del referendum del 22 di ottobre. La leader di Fratelli d'Italia si è schierata contro il referendum per l'autonomia fiscale della Lombardia e del Veneto durante il suo intervento alla trasmissione televisiva Tabloid su Raidue.

"Queste dichiarazioni sono negative", ha detto il governatore della Lombardia, "Il referendum è molto importante sia sul piano politico che sul piano istituzionale".

A Maroni da Fdi ha replicato Ignazio la Russa. "Ma devo valutare - ha rimarcato - se c'è qualcosa da fare, come penso, sul piano delle alleanze anche in Regione Lombardia". "Siamo fermamente convinti che si possa e si debba organizzare meglio lo Stato nel suo rapporto con le autonomie, ma non si possa mettere in discussione l'unità della nazione".

Giorgia Meloni fa arrabbiare Roberto Maroni. "La Meloni ha toppato perché l'autonomia farà bene non solo al Veneto e alla Lombardia, ma anche alle altre regioni". E alla leader di FdI ha risposto anche l'assessore lombardo delegato al referendum, il leghista Gianni Fava - sfidante di Salvini alla carica di segretario, nel maggio scorso - definendola una "franchista all'amatriciana" e aggiungendo: "Io con loro non ho nulla a che fare. Mi chiedo come possa continuare a tollerarlo silenziosamente la nuova Lega, confesso che pensare che con una così ci aspetta un'alleanza strategica alle Politiche mi fa venire i brividi".

"Le parole di Giorgia Meloni sul Referendum sono sbagliate e inopportune". Ogni degenerazione indipendentista allontana la gente e tradisce il referendum. Insomma mentre si sta fatocosamente tentando di rimettere insieme i cocci del centrodestra a livello nazionale ora si apra questa grana in Lombardia dove per altro a primavera si svolgeranno le elezioni regionali e dove il centrodestra dovrà presentarsi compatto per evitare il ripetersi della sconfitta al Comune di Milano.

Che tra il federalista (ed ex secessionista) Maroni e la centralista Meloni vi siano grosse differenze di vedute sul ruolo e l'importanza del governo centrale è abbastanza chiaro.

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