Pirelli scambiata a 6,37 euro nel primo giorno di contrattazioni

Paterniano Del Favero
Ottobre 4, 2017

Delude per ora il ritorno a Piazza Affari della Bicocca. In molti hanno creduto al suo ritorno, come Palazzo Koch che pare abbia scommesso una quindicina di milioni.

Anche se le aspettative legate al rientro in Borsa sono tante e il potenziale di crescita del mercato su cui opera Pirelli è in forte movimento, il prezzo dell'offerta di vendita - identico sia per l'offerta pubblica sia per il collocamento istituzionale, - è stato fissata a 6,50 euro per azione di poco sopra alla parte bassa della forchetta che indicava un minimo di 6,3. A proposito dei multipli di mercato a cui tratta il titolo, il manager ha risposto: "I multipli li fa il mercato, noi facciamo i risultati". Una circostanza che faceva pensare a una partenza positiva per il titolo della Bicocca. "Abbiamo portato con noi oltre 250 investitori internazionali di primissimo livello e oltre 30mila risparmiatore italiani - ha commentato Tronchetti provera a proprosito dell'Ipo -, è un cammino che continua: continueremo a costruire il futuro per noi e per i nostri azionisti". Secondo le ricostruzioni della vigilia, nel capitale ci sono anche due società di investimento con almeno il 2% del capitale, la tedesca Deka investment e la londinese Pelham capital; una manciata di gestori globali che hanno puntato un gettone di 80-100 milioni di euro; qualche hedge fund ma anche Banca d'Italia e la Cassa Depositi e Prestiti francese (Cdc) con posizioni minori. Per quanto riguarda il collocamento istituzionale, le richieste sono ammontate a 775,3 milioni da investitori italiani e esteri. Nessun azionista dovrebbe avere quote rilevanti, pari o superiori al 3%, fatta eccezione per Marco Polo che poi come detto dividerà la partecipazione tra ChemChina (principale azionista ma sotto il 50%), Camfin e i russi di Lti. Nella pattuglia dei 40 operatori italiani spiccano invece Azimut e Kairos Partners.

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