Il farmaco antidepressivo che blocca la crescita del melanoma

Barsaba Taglieri
Ottobre 4, 2017

Un farmaco utilizzato contro l'ipertensione potrebbe bloccare l'evoluzione del cancro della pelle, ovvero il melanoma. È il caso di questo farmaco antipertensivo che, secondo uno studio pubblicato su Jama Oncology, sarebbe in grado di bloccare la progressione del melanoma. Il lato inedito di questo farmaco - che è tra l'altro valso nel 1988 il premio Nobel per la Medicina allo scienziato scozzese James W. Black che lo ha sviluppato a fine anni '50 - è stato descritto in uno studio condotto dall'università di Firenze e dall'Azienda sanitaria Toscana Centro.

In campo medico, in particolare nella lotta contro i tumori, un gruppo di ricercatori italiani ha fatto una scoperta che potrebbe portare ad ottenere risultati ottimi per combattere questa grave malattia. In maniera molto semplice con l'osservazione. Da qui è nata l'idea di eseguire degli studi più approfonditi. Tutto è iniziato quando un'equipe di ricercatori del Dipartimento di Scienze Dermatologiche presso l'ateneo fiorentino si è accorto che, tra i malati di cancro alla pelle, coloro che presentavano un tasso di sopravvivenza maggiore avevano tutti una caratteristica in comune: soffrivano di problemi pressori o altre patologie che venivano contrastati con l'assunzione di farmaci betabloccanti. Il risultato è che nel 41,2% dei malati che non avevano assunto il farmaco è stata osservata una progressione della malattia, contro il 15,8% che aveva invece assunto il betabloccante.

In realtà i ricercatori non sono ancora riusciti a comprendere appieno il meccanismo di funzionamento del propanololo.

"Una è legata allo stress a cui sono sottoposti i pazienti, che provoca il rilascio di adrenalina che favorisce la comparsa dei tumori, e i cui recettori sono bloccati dal propanololo".

Da questa scoperta, visti gli ottimi risultati, altri ricercatori in team si sono messi all'opera per condurre altri esami e altre sperimentazioni su altre forme di tumore basandosi su questo tipo di farmaco. Inoltre questa classe di farmaci va a impedire la vascolarizzazione del tumore, una condizione necessaria per la crescita.

"Ora inizieremo un esperimento in doppio cieco per avere un dato più forte ma questo studio è molto promettente al punto che altri gruppi stanno studiando il possibile effetto dei beta bloccanti su diversi tumori", ha aggiunto De Giorgi.

"Il risultato è che il tumore diventa una malattia cronica, per cui si e' necessario utilizzare il betabloccante per un lungo periodo ma senza gli effetti negativi dei farmaci biologici".

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